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La clonazione dei capelli


Forse ancora più fantascienza che scienza; tuttavia i primi incoraggianti esperimenti sono in corso e sicuramente in futuro si potrà disporre di questa tecnica innovativa, fonte inesauribile di bulbi piliferi per interventi chirurgici di autotrapianto.

A differenza di altri trattamenti, che aiutano a invertire le fasi della calvizie, questo trattamento fornirà una fonte inesauribile di capelli per trapianti in coloro che sono già completamente calvi o a beneficio di coloro per i quali non siano possibili, o comunque valide, altre terapie.
Si tratta, nello specifico, di effettuare una coltura di bulbi piliferi da reinserire successivamente nel cuoio capelluto.
Dovrebbe essere disponibile entro 5-10 anni, anche se inizialmente avrà un costo molto alto e quindi non attuabile da chiunque.
In secondo luogo, bisogna ancora lavorare molto su tutto ciò che circonda il bulbo; si dovrà cioè ricostruire anche tutto il sistema di vasi sanguigni che portano nutrimento al capello.

Intervista del sito partner Hairlosstalk al sito americano Clonemyhair.com: impressioni e opinioni sulle sperimentazioni di clonazione di capelli effettuate dal Dott. Gho.

D: pensi che la hair multiplication, o la clonazione, potrà effettivamente essere considerata la cura definitiva per la calvizie, in futuro? Ci sono diversi punti di vista riguardo al suo livello di efficacia...
R: la clonazione dei capelli, ovvero induzione della neogenesi del follicolo in un mammifero adulto, incluso un umano, sarà possibile.
Di fatto, la realizzabilità di ciò è stata provata in numerosi studi. Ritengo che chiunque stia conducendo questo tipo di ricerca possa realmente moltiplicare i follicoli, perché, più recentemente, si praticava il trapianto di cellule della papilla dermica e cellule non della papilla.
Gli specialisti effettuavano una coltura e mostravano di essere in grado di moltiplicare il numero delle cellule della papilla dermica, il che significa che possono moltiplicare altrettanto bene i capelli.
Se sarà una soluzione per la calvizie? E' impossibile rispondere a questa domanda a questo punto, perché non esistono tecniche efficaci e clinicamente applicabili, né dati statistici sulle possibili complicazioni.
Quando saremo in possesso di questi dati, potremo rispondere.
nel frattempo, sul nostro sito abbiamo dato il via a sondaggi relativi ai possibili effetti collaterali della clonazione di capelli. Personalmente, sono un convinto sostenitore dell'ingegneria del tessuto pilifero, abbinata ad una terapia genica mirata come trattamento innovativo ed estremamente promettente a beneficio di chi soffre di caduta dei capelli.

D: entriamo nel merito delle cellule da usare per la clonazione dei capelli.
R: non è chiaro quali tipi di cellule andranno usate per la clonazione.
Questo è un punto ASSOLUTAMENTE cruciale. Secondo le mie conoscenze, le cellule della base delle fibre anagen sradicate vengono usate per fondare la coltura iniziale. A questo punto la teoria predominante è che, perlomeno nei follicoli pelage come quelli sulla nostra testa, le cellule staminali fondamentali sono localizzate nella regione del rigonfiamento [bulge]. La base della fibra sradicata su un follicolo anagen è rappresentata in modo predominante da amplificatori transitori, ovvero cellule aventi proprietà proliferative e morfogeniche limitate.
Queste sono in grado di proliferare velocemente ma solo per un arco di tempo limitato.
Quindi, intraprendono una differenziazione conclusiva o apoptosi (morte cellulare). Personalmente, non vedo come queste cellule, già predestinate, possano partecipare costruttivamente al processo di neogenesi del follicolo. Ciò richiederebbe una notevole plasticità morfogenica, nonché capacità di risposta da parte delle cellule interagenti.
Sono sicuro che questa sia anche la domanda che molti si pongono, e qualcuno dovrà rispondervi.
Tuttavia, quest'anno è stata proposta una nuova teoria di cellule epiteliali 'trafficanti', secondo la quale una piccola porzione delle cellule matrice è rappresentata da 'cellule germinative', tipo transitorio intermedio tra le vere e proprie cellule staminali del rigonfiamento e amplificatori transitori della matrice.
E' possibile che queste cellule siano implicate nella hair multiplication. Ma, ancora, l'esistenza di una popolazione di queste 'cellule germinative' è stata sperimentalmente provata solo per i follicoli delle vibrisse, che sono ben altra cosa rispetto al follicolo del pelage. Pertanto, possiamo ritenerla un'interessante ipotesi, ma ce ne serve ancora una verifica sperimentale diretta.

D: come entra tutto questo nell'ambito della Hair Multiplication del dottor Gho?
R: relativamente alla Hair Multiplication (che dovrebbe venire ben distinta dalla Hair Cloning) come la si può discutere con il Dott. Gho, personalmente, per il momento, non posso garantire che funzioni. Realmente, non sono in grado di prendere una posizione netta a questo proposito, nel senso di un giudizio lapidario sul fatto che funzioni o meno.
La ragione di ciò è che non esiste una forte evidenza sperimentale o in favore o contro. La sola fonte affidabile di informazioni che abbiamo riguardo alla Hair Multiplication è il brevetto europeo ottenuto dal Dott. Gho, redatto però in un olandese tutt'altro che tecnico sul piano medico, una traduzione rozza e poco chiara dall'inglese. Sembra quasi una traduzione ottenuta con un software di traduzione automatica. Molti termini medici e biologici non sono stati tradotti correttamente.

D: dove possiamo prendere visione di questa traduzione?
R: se andate sul nostro sito, abbiamo messo un collegamento al brevetto di Gho nella nostra Links Directory sotto Research. Se visitate la web page dei brevetti europei, potete condurre la ricerca immettendo il nome 'Gho' e troverete il brevetto.

D: ritieni che questa traduzione infelice rispecchi il background medico di Gho, o che viceversa sia redatta in buon olandese medico e, molto semplicemente, il traduttore non sia stato all'altezza?
R: penso che si sia espresso in un buon olandese, corretto sul piano scientifico, però io non parlo olandese, per cui non posso verificare.
Ad ogni modo, ciò a cui possiamo, e dobbiamo, appoggiarci è soltanto un testo in lingua inglese peraltro nemmeno sufficiente a chiarire anche solo cosa il Dott. Gho abbia effettivamente intenzione di fare con la sua tecnica. Inoltre nessun suo lavoro è stato pubblicato su una qualunque pubblicazione di rilievo. Fin da quando la questione ha avuto inizio, nel 1998, non ha pubblicato alcun dettaglio su ciò.
Questo tipo di condotta non è consona al modo in cui gli scienziati dovrebbero condurre il loro lavoro. Non è così che si fa. Se sono in possesso di informazioni di rilievo, le pubblicano. Di conseguenza, mi guardo bene dal fare qualsivoglia commento sul lavoro del Dott. Gho, per il momento.
Mi riserverò di dare una completa valutazione sulla consistenza del suo lavoro, e di dire se credo che potrebbe funzionare, solo se acconsentirà a cominciare a pubblicare i suoi lavori sulle riviste più importanti.
Se la sua opera viene pubblicata, ciò comporterà che gli scienziati di punta cominceranno a occuparsene, valutarla, e decidere se valga la pena perlomeno di discuterne. Ma finché il Dott. Gho non pubblicherà il suo lavoro, assolutamente non c'è ragione di spendere tempo a parlarne, interrogarvisi o chiedersi se vi si possano riporre speranze. Attualmente, è come se Gho non esistesse per la comunità scientifica.

D: parole forti!
R: insomma, il suo lavoro non può avere valenza, a meno che venga pubblicato.
E' la regola generale.

D: Hai sentito parlare della compagnia Intercytex, anch'essa impegnata in un programma di Hair Regeneration?
R: no, di che si tratta?

D: descrivono la loro tecnica nei termini seguenti: un metodo innovativo per il trapianto di cellule dermiche del follicolo.
Dicono che questa tecnica potrebbe essere impiegata come mezzo per rigenerare i capelli nelle zone calve; in linea di principio, superare il vincolo di rimuovere interi capelli da una parte del corpo, per trapiantarli in zone calve. Inoltre, questo approccio apre la prospettiva di grandi quantità di cellule generatrici di capelli da coltivarsi e 'confezionate' come soluzione 'in blocco' alla calvizie.
E' difficile determinare le esatte dimensioni che questo mercato potrà assumere, dato che non esistono ancora prodotti di questo tipo sul mercato; tuttavia, è noto che negli USA si spendono oltre 1,5 miliardi di dollari l'anno per prodotti finalizzati a contrastare l'innesco della caduta dei capelli, o della calvizie. Lo scopo di questo programma è di dare il via ad una autologa valutazione clinica come ‘verifica di principio’ nell'arco di due anni.
Questa sarà rapidamente seguita da una valutazione clinica di un prototipo allogenico.
Sulla base di quanto sai su questa tecnica - e su quanto sia realistica in termini di costi per realizzarla, in termini di quanto siamo lontani dall'essere effettivamente in grado di attuarla, scientificamente parlando, in termini di tempi richiesti, e la necessaria approvazione della FDA, e tutto ciò che ancora si potrebbe menzionare... - quanto pensi che la Hair Cloning richiederà per entrare sul mercato, con una licenza di autorizzazione alla commercializzazione, per i consumatori degli Stati Uniti? Parliamone a prescindere dal Dr. Gho, quindi in relazione soltanto ai numerosi ostacoli burocratici in cui ci si imbatte in queste circostanze. Dacci una stima temporale nel caso ottimale.
R: caso ottimale - assumendo che ci sia qualche laboratorio che abbia già consolidato questa procedura e abbia già prodotto tutta la documentazione scientifica a supporto di questa tecnica - bene, parliamo di un lasso di tempo dai 3 ai 5 anni.

D: puoi spingerti a dire che la Hair Cloning sia una tecnica in grado di aiutare chi soffre di altre forme di alopecia, tra cui l'alopecia areata, e altre ancora?
R: l'alopecia areata è una patologia auto-immune, per la quale esiste un trattamento completamente diverso.
La terapia di questo tipo di calvizie ruota intorno all'affrontare la risposta auto-immune, mentre la clonazione verrà usata principalmente per eludere la necessità di disporre di aree donatrici come attualmente vediamo con le tecniche standard di trapianto. Attualmente i capelli vengono prelevati dal retro del capo tramite asportazione di una striscia di pelle e sua ricucitura.
La Hair Cloning aiuterà coloro che soffrono di calvizie estesa, e che come tali hanno un'area donatrice limitata.

D: che mi dici dei costi?
R: pare che stia circolando una versione dei fatti secondo cui il costo per questo tipo di procedura sarà circa lo stesso di un trapianto tradizionale.
Sulla base di ciò che ho sott'occhio, non sono d'accordo.
E' un processo molto più complicato, che comporta coltivazione dei capelli, e che richiederà un laboratorio specializzato dai costi considerevoli.
Il trapianto classico è molto più elementare, per cui prevedo che una procedura come la clonazione dei capelli, quando diventerà disponibile, sarà per i primi tempi 3 o 4 volte più costosa di un trapianto tradizionale.

 








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