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Calvizie > Le tipologie > Alopecia areata

Alopecia areata

Dopo l'alopecia androgenetica è sicuramente la forma più "coinvolgente" fra le alopecie, che colpisce la cute a chiazze

E' generalmente caratterizzata da una o più chiazze, rotondeggianti od ovalari, di diametro medio di 3-4 cm, prive di capelli o di peli (in particolar modo della regione della barba), senza alterazioni (talvolta è presente leggera e reversibile atrofia dell'epidermide) e segni clinici di infiammazione (solo in rari casi il colorito può essere roseo e associato a modesto edema), con follicoli piliferi conservati (ma talvolta non visibili ad occhio nudo) ed apparentemente indenni. La cute può apparire leggermente ipotonica (iperlassità probabilmente dovuta alla scomparsa delle radici dei capelli). Alla periferia delle chiazze, che hanno tendenza ad allargarsi in modo centrifugo, sono presenti dei piccoli capelli in fase anagen, corti e spezzati (4-12 mm di lunghezza), di aspetto distrofico, caratteristicamente sempre più assottigliati andando dall'estremità distale (scura e rigonfia) verso il bulbo (assottigliato e decolorato), definiti 'capelli a punto esclamativo'. Sono tipici dell'alopecia areata e conseguenza dell'alterato funzionamento delle cellule della matrice.

L'asportazione, con pinzette, di questi capelli, è particolarmente agevole a causa della mancanza delle guaine di ancoraggio. Sia il tricogramma che il controllo microscopico dei capelli caduti in un lavaggio dimostrano un defluvio in anagen distrofico.
Per quanto riguarda l'eziopatogenesi sono stati, di volta in volta, chiamati in causa stati ansiosi, malattie endocrine, infettive etc anche se l'ipotesi che attualmente gode di maggior credito è quella di una patologia autoimmune verosimilmente scatenata da uno stato ansioso-depressivo. Secondo il parere di alcuni Autori, l'alopecia areata si determinerebbe quando un insulto forte porta ad un brusco arresto delle mitosi di tutti i capelli che in quel momento si trovano nella fase più delicata della crescita e a massimo indice mitotico (sottofase anagen VI) con successiva caduta in anagen distrofico.

Istologicamente nella chiazza recente si osserva un infiltrato linfocitario prevalentemente perifollicolare e perivascolare, nella chiazza stabilizzata un follicolo distrofico (piccolo e atrofico) e in quella di vecchia data scomparsa dell'infiltrato perifollicolare e atrofia completa del follicolo (circondato da fasci collageni ispessiti ed anelastici). La preferenziale localizzazione al vertice può essere spiegata tenendo conto che a questo livello l'anagen è più lungo rispetto alle zone temporo-parieto-occipitali eccettuati i margini di inserzione; questo dato giustifica fra l'altro la scarsa tendenza autorisolutiva e gli spesso insoddisfacenti risultati della terapia delle alopecie di queste ultime zone (alopecia areata maligna od ofìasi). Sempre per lo stesso motivo è rarissima una alopecia areata isolata di ciglia e sopracciglia (a causa della brevità dell'anagen) che è invece generalmente da porre in relazione con una tricotillomania.

Come già accennato, normalmente non è necessaria alcuna terapia dato che i capelli ricrescono da soli (spesso all'inizio bianchi per una discrepanza fra l'attività mitotica del melanocita e quella del cheratinocita) in tempi variabili fra qualche settimana e qualche mese. Nei casi più refrattari possono essere utilizzate terapie locali con corticosteroidi per infiltrazione (rischio di atrofia), sostanze rubefacenti, fenolo, raggi ultravioletti, criomassaggi con neve carbonica etc, associate a terapie generali sia corticosteroidee (da riservare a casi selezionati) che psiconeurologiche (incluse quelle farmacologiche). Riteniamo opportuno consigliare di affrontare il programma terapeutico senza attendere più del necessario la 'guarigione spontanea' perché, nel caso questa poi non si verifichi, stimolare la risposta follicolare, relativamente alle nostre esperienze, risulta più difficile. In casi non rari qualsiasi terapia risulta peraltro inefficace.


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