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Intervista alla Prof.ssa Antonella Tosti


Intervista alla Prof.ssa Antonella Tosti

Salusmaster:Gentile Prof.ssa Tosti, finasteride è oramai utilizzata da milioni di persone in tutto il mondo da alcuni anni quale principale elemento di terapia anticalvizie; può stilare un bilancio al riguardo?
Tosti: La finasteride è indubbiamente molto efficace nella prevenzione, e nella mia esperienza, quando è utilizzata nella calvizie iniziale, i risultati sono sempre molto buoni.

Salusmaster: E' oramai evidente l'importanza dell'inibizione della 5-alfa riduttasi in una terapia anticalvizie; quali sono tuttavia i limiti di questa terapia e, soprattutto, perché in molti soggetti affetti da calvizie androgenetica la stessa è risultata essere inefficace o efficace limitatamente ad alcuni follicoli?
Tosti: Nella calvizie di media entità il farmaco è efficace nella metà dei casi, ma vi sono persone che non hanno benefici. Perché? Non si sa, è possibile che la 5-alfa riduttasi non sia l'unico enzima davvero importante.

Salusmaster: In quest'ottica, l'inibizione del tipo I di 5-alfa riduttasi (su cui finasteride sappiamo non avere alcun effetto inibitorio), potrebbe dare speranza di successo anche in coloro che hanno 'fallito' con finasteride?
Tosti: Io non credo che il problema derivi dal fatto che la finasteride inibisce solo il tipo 2.

Salusmaster: Vi è una diretta relazione tra incidenza di tipo I e tipo II di 5-alfa riduttasi in caso di calvizie di pattern maschile piuttosto che di pattern femminile?
Tosti: I dati disponibili sulla dutasteride (che inibisce entrambi gli enzimi, I e II) dimostrano che è sì un po' più efficace della finasteride ma comunque non efficace nel 100% dei casi.

Salusmaster: Recentemente si comincia a guadare con maggiore attenzione alle infiammazioni locali causate dalla reazione locale autoimmune; in che percentuali queste cause possono incidere sul progredire della calvizie e in che modo si ha intenzione di intervenire al riguardo?
Tosti: Secondo me l'infiammazione locale è importante in quanto può certamente accelerare la progressione della calvizie. Per questo è necessario evitare tutti quei fattori che favoriscono l'infiammazione: dermatite seborroica e forfora; esposizione al sole o alle lampade artificiali. E' possibile che i farmaci antinfiammatori possano avere un ruolo nella terapia della calvizie.

Salusmaster: Dal recente meeting di Tokyo è emersa la notizia che alcuni ricercatori stanno sperimentando una nuova terapia per intervenire a livello della papilla dermica, inibendo il TGF beta; una eventuale terapia che ne dovesse derivare punterà a soppiantare le attuali terapie anti DHT o piuttosto sarà complementare ad esse?
Tosti: Io penso che il futuro prossimo sia quello di combinare trattamenti che agiscono sui diversi fattori che causano o aggravano la malattia e che il futuro 'più futuro' sia probabilmente la terapia genica.

Salusmaster: Cortisolo e Corticosteroidi; stimolare le attività mediate da cAMP ottimizzando quindi la fase catagen piuttosto che intervenire sulla durata dell'anagen potrebbe realisticamente aprire nuove alternative terapeutiche in tempi brevi? E soprattutto, quali sarebbero le incidenze di eventuali effetti collaterali?
Tosti: Ritengo che i corticosteroidi locali siano utili quando l'alopecia androgenetica si associa ad un telogen effluvium da altre cause o a una dermatite seborroica. Non credo che 'ottimizzare la fase catagen' abbia alcun significato scientifico. Il catagen è causato da un particolare evento chiamato tecnicamente apoptosi (morte cellulare). La regolazione di questo evento è molto complessa e non ancora del tutto conosciuta, coinvolge certamente molti geni fra i quali il più importante è il p53. Attualmente sono in studio inibitori di questo gene che potranno avere un ruolo nel trattamento e nella prevenzione dell'alopecia da farmaci antitumorali e nella terapia della calvizie.

Salusmaster: E' stato reso noto di recente come il Dott. Walter Unger (Toronto Medical School) stia positivamente sperimentando l'iniezione di cellule staminali dei capelli in zone ove è in atto un processo di miniaturizzazione dei follicoli e che sarebbero in grado di invertire questo processo; secondo quale principio funziona questa terapia e secondo quale principio l'azione si limita ad un'area ricevente ben definita?
Tosti: Il futuro nel campo dei trapianti è molto promettente: non conosco la tecnica del Dottor Unger e penso che un chirurgo specializzato in trapianti possa conoscere meglio di me le prospettive di questa tecnica.

 








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