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Fototricogramma e mineralogramma


Fototricogramma
In questo esame viene fotografata un'area di 1 cm2 di cuoio capelluto precedentemente rasata e si contano i capelli presenti. Una seconda foto, con relativo conteggio, dopo 30-60 giorni, consentirà di valutare quanti di essi, in fase anagen, sono cresciuti. Per sottrazione si risale al numero dei telogen. Il limite più evidente del procedimento deriva dal fatto che lo studio viene effettuato solo in 1 cm2, non essendo evidentemente proponibile per il paziente portare una 'scacchiera semialopecica' per qualche mese. Normalmente il fototricogramma viene riservato a casistiche selezionate per studi universitari.

Mineralogramma
E' un test analitico che valuta la composizione dei minerali presenti nei capelli. Nel capello i minerali rimangono infatti incorporati per tutta la sua vita ed è quindi possibile non solo accertarne la presenza ma anche datarla considerando che, come già riferito, la crescita media è di circa 1 cm al mese (il rilievo ad esempio di arsenico, normalmente assente, consente agli organi di Polizia non solo di accertare un avvelenamento ma anche di stabilire con sufficiente precisione quanto tempo prima del decesso la sostanza è stata ingerita).
La valutazione dei minerali deve tener conto di alcune variabili:
- i capelli rossi contengono normalmente più ferro rispetto agli altri;
- i capelli bianchi contengono meno rame e manganese;
- i capelli biondi contengono meno zinco;
- i capelli molto scuri contengono più rame;
- i capelli neri contengono più magnesio;
- i capelli delle donne contengono in genere più magnesio, rame, cobalto e nichel.

Il piombo è normalmente assente ed il suo ritrovamento consente un'attendibile valutazione del grado di inquinamento ambientale. L'esame prevede di esaminare circa un grammo di capelli prelevati nella zona della nuca. I capelli vanno tagliati il più vicino possibile alla superficie del cuoio capelluto (la lunghezza non deve superare i 3 cm) dato che solo la porzione prossimale riflette l'attività metabolica più recente. La corretta esecuzione dell'esame prevede una procedura rigorosa: ambiente sterile, lavaggio con ultrasuoni e freon TF, temperatura di 5000°C alla quale viene esaminato il materiale con spettrofotometro di massa ad assorbimento atomico.
Secondo quanto riferito dagli Autori americani che lo hanno messo a punto (non abbiamo, perlomeno fino ad ora, conferme 'ufficiali' da parte di Ricercatori di Ospedali o Cliniche Universitarie), partendo dal presupposto che la composizione minerale dell'organismo dipenda non dagli alimenti ingeriti ma dall'efficienza delle funzioni endocrine, i minerali traccia potrebbero influire sull'asse ipotalamo-ipofisario e tiroideo-surrenale. Quindi da una parte gli ormoni regolano l'assorbimento, il trasporto, la fissazione nei tessuti e l'escrezione dei minerali e, dall'altra, questi ultimi regolano, con la loro presenza, la produzione e l'attività degli ormoni. Oltre a scoprire la presenza di minerali tossici (piombo, mercurio, cadmio, arsenico, alluminio etc) il mineralogramma consentirà quindi di orientarsi verso un'eventuale patologia in atto o ancora latente (!). Riportiamo, a titolo indicativo, una possibile 'chiave di lettura' (a nostro parere di interpretazione spesso fantasiosa) del mineralogramma: rapporto calcio/fosforo (valutazione della velocità di ossidazione dei tessuti), rapporto sodio/potassio (valutazione dell'attività surrenale), rapporto calcio/potassio (valutazione dell'attività tiroidea), rapporto zinco/rame (valutazione del metabolismo del colesterolo, dei lipidi in genere e del sistema immunitario ?!), rapporto calcio/magnesio (valutazione dell'attività pancreatica), rapporto ferro/rame (stato infiammatorio in corso di anemie ?!), rapporto calcio/sodio (valutazione degli stati iper o ipotensivi ?!), rapporto calcio/ferro (valutazione di sintomatologie da ipersideremia), rapporto sodio/magnesio (valutazione dell'attività della corteccia surrenale nei fumatori ?!).

Dai dati raccolti e da quanto sopra riportato appare evidente che il mineralogramma serve (o dovrebbe servire!)più per lo studio di svariate funzioni dell'organismo che per le problematiche del capello in se stesso. Accertare con questo esame la carenza di qualche elemento nel capello (purché tale dato venga fornito nella risposta!) potrà comunque, in qualche caso, servire per integrare correttamente la dieta del paziente. Per lo stesso motivo assume importanza il riscontro di sostanze normalmente assenti (piombo, veleni di vario genere, sostanze stupefacenti etc).

Andrea Marliani, Paolo Gigli, Marino Salin
Tutti i diritti letterari ed artistici sono riservati agli Autori

 








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