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Problematiche psicologiche


Siamo costantemente bombardati da messaggi mediali che inneggiano ad un'immagine estetica sempre più perfetta e tale pressione sociale fa sì che la richiesta d'interventi di chirurgia plastica da parte del pubblico stia aumentando proporzionalmente all'offerta dei medici. Come difenderci?

Il bisogno di migliorare la propria immagine, sia riparando un realistico inestetismo o danno subito, sia per adattarsi meglio ai modelli presentati dalla pubblicità, può al momento essere soddisfatto. E' utile qui precisare la grande importanza del primo momento diagnostico in cui il medico deve effettuare un realistico esame clinico per stabilire la necessarietà dell'intervento, spiegarne le modalità e prospettarne il risultato. Quando vi è una reale offesa all'immagine corporea, che ovviamente può ripercuotersi, in modo più o meno evidente, anche sulla sfera psicologica, un intervento riuscito può risolvere il problema in modo soddisfacente. Qui la chirurgia estetica fornisce un enorme aiuto nel ricostruire gli aspetti danneggiati, nel ripristinare l'immagine primitiva o nel correggere situazioni che non sono accettate, restituendo al tempo stesso equilibrio e sicurezza.
Al momento della diagnosi però, in alcuni casi, il medico potrebbe riscontrare che la richiesta di un intervento di chirurgia estetica sottenda problematiche di tipo psicologico che il paziente inconsapevolmente ha spostato sul piano fisico. Dovrebbe allora prospettare l'utilità di colloqui psicologici o di un trattamento psicoterapeutico, rinviando l'intervento chirurgico a quando il paziente sia più consapevole delle sue reali motivazioni.

Per quanto riguarda nello specifico il problema della caduta dei capelli, ci appare ovvio che la persona colpita da calvizie più o meno diffusa veda alterata la sua fisionomia. Quanto più questo fenomeno colpisce persone giovani, di stato sociale e di livello professionale medio-alto, tanto più può attivare una serie di stati emotivi difficili da tollerare.
Senza voler qui analizzare le implicazioni sotterranee legate al concetto di ''perdita'' che potrebbero risvegliare sentimenti primitivi di angoscia profonda, ma restando ad un livello più immediato, possiamo ipotizzare come la perdita dei capelli possa far sentire ''più brutti, precocemente invecchiati, meno accettabili'' ecc.

Il caso di un medico quarantenne sembra emblematico: ''… spiavo al mattino, guardandomi allo specchio, la mia cute sempre più lucida e tesa che mi si allargava sulla testa'' e da un'iniziale attenzione-preoccupazione, con tentativi di cure varie, è passato via via a sensazioni di scoraggiamento, di chiusura, di fallimento che si ripercuotevano sulla sua vita familiare e lavorativa. L'intervento di trapianto dei capelli è stato risolutivo in questo caso e le informazioni precise fornite dal chirurgo circa le modalità dell'intervento e la sua prognosi hanno attivato sentimenti collaborativi positivi.

Dott.ssa Bruna Tramontana
Membro della Società di Psicoterapia Psicoanalitica

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