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Trattamenti

Prima di intraprendere una terapia sarà sempre necessario avere fatto una diagnosi.
Spesso è impossibile porre una diagnosi precisa fra dermatite seborroica e psoriasi, il dubbio potrebbe essere teoricamente risolto da un esame istologico (nella psoriasi: ipercheratosi con paracheratosi focale, pustole spongiformi, leucociti polimorfonucleati nell'epidermide, ascessi di Munro-Sabouraud - sterili - all'interno dello strato corneo, papillomatosi, incremento emodinamico con creazione di shunt artero-venosi etc.; nella dermatite seborroica: acantosi irregolare con strato corneo sottile orto e paracheratosico, spongiosi, vescicole spongiotiche, exocitosi dei linfociti) ma spesso questo è difficilmente proponibile e anche l'istologia non risulta sempre dirimente (una diagnosi differenziale ''grossolana'' può essere fatta con l'osservazione del cuoio capelluto in luce di Wood per la tipica fluorescenza giallo arancio della dermatite seborroica, dovuta al Pityrosporum, se il cuoio capelluto non è stato lavato); di fatto molto spesso dermatite seborroica e psoriasi si sovrappongono e l'una, per il ben noto fenomeno di Kebner, condiziona l'evoluzione dell'altra, sicché si è coniato il termine di ''sebopsoriasi''.

Riteniamo opportuno sottolineare ancora una volta che diagnosi e trattamento terapeutico della psoriasi e della dermatite seborroica sono di competenza esclusivamente medica.

Terapia locale : le sostanze più conosciute e impiegate sono l'acido salicilico, i catrami vegetali e minerali, il solfuro di selenio, lo zinco piritione, i cortisonici, gli imidazolici-antifungini, lo zolfo, gli antiandrogeni, il glicole propilenico.

acido salicilico: potente cheratolitico (a concentrazione superiore al 3%), viene utilizzato per la rimozione delle squame ma, prima di usarlo, è opportuno valutare, almeno clinicamente, se la struttura dei capelli del paziente è in grado di tolleralo per evitare di danneggiarli.

catrami: il catrame è la frazione oleosa del liquido condensabile prodotto per distillazione secca (fuori dal contatto con l'aria) di sostanze organiche. I catrami vengono classificati in due gruppi principali:
catrami vegetali (dal legno di pino, abete, larice, ginepro, betulla, faggio, tiglio etc.): attività antibatterica, antiprurito, antiinfiammatoria;
catrami minerali
a) catrami di schisti bituminosi; (per distillazione frazionata degli schisti bituminosi; l'olio di catrame trattato con acido solforico ed ammoniaca dà origine all'Ittiòlo -Merck ®-): attività antiseborroica, riducente (rallentamento della velocità riproduttiva delle cellule dell'epidermide), antiinfiammatoria;
b) catrami di carbone fossile (coaltar): attività riducente e antiseborroica.

solfuro di selenio e zinco piritione: prevalente azione antimicotica e moderatamente riducente.

zolfo: azione fungicida e antiseborroica; modesta azione cheratolitica e riducente.

imidazolici: azione fungicida e moderatamente antibatterica. L'utilizzo topico in adeguato veicolo unisce alla praticità d'uso la praticamente completa assenza di effetti collaterali (fenomeni ''irritativi'' di vario genere sono invece frequenti con catrame, zolfo, solfuro di selenio e zinco piritione).

cortisonici: usati in crema, gel o lozione, sono particolarmente attivi sulla componente infiammatoria e sul prurito. I noti effetti di ''rimbalzo'' sono causati quasi esclusivamente dai derivati ''fluorurati'' (soprattutto se la sospensione è brusca), assai più maneggevoli sono invece i derivati non fluorurati dell'idrocortisone. Altri dati saranno forniti nel capitolo relativo alla terapia della calvizie.

antiandrogeni (progesterone, spironolattone, ciproterone acetato, acido azelaico etc.): vengono impiegati per ridurre la secrezione sebacea. Anch'essi, come i cortisonici, saranno descritti in maniera più approfondita nel capitolo relativo alla terapia del defluvio in telogen androgenetico. La scarsa reperibilità sul mercato per alcuni di essi in formulazioni adatte all'uso sul cuoio capelluto li rende, talvolta, di difficile l'utilizzo.

glicole propilenico: usato in genere come ''veicolo'' di sostanze attive possiede in realtà un'attività antimicotica particolarmente specifica per il Pityrosporum ovale.

Terapia generale: A seconda dei casi, in pazienti selezionati potranno essere utilizzati gli imidazolici, i corticosteroidi, i sali di zinco e magnesio, gli integratori dietetici. Gli estroprogestinici e gli antiandrogeni verranno usati solo nel sesso femminile ed in situazioni attentamente valutate .

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