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Intolleranze alimentari


Si parla di intolleranze quando ci si riferisce ad una serie di reazioni dovute all’incapacità di digerire un alimento. A differenza delle vere e proprie allergie, nel caso di intolleranze, non c’è una reazione del sistema immunitario. Quindi, è possibile dire che l’intolleranza è un problema il più delle volte solo gastrointestinale, dovuto alla mancanza o al cattivo funzionamento di certi enzimi che servono per scindere i cibi e per digerirli.

Tra le intolleranze, la più frequente è quella relativa agli zuccheri, in particolare al lattosio, lo zucchero del latte. Per digerire questo zucchero, composto da due zuccheri semplici, c’è bisogno di un enzima che si chiama lattasi. Se non c’è tale enzima, il lattosio non viene digerito e questo può causare gonfiore, meteorismo, crampi e diarrea.
Un’altra intolleranza note è quella alle fave (nota come favismo); le conseguenze per l’assunzione di tale alimento da parte dei soggetti intolleranti sono importanti. Circa 12 a 48 ore dopo l'assunzione di fave fresche, si può notare un colorito giallo intenso sul soggetto interessato (anche le sclere degli occhi diventano gialle), le urine sono scure e nei casi più gravi si può anche avere un collasso cardiocircolatorio.
Un’altra intolleranza di un certo rilievo è quella al glutine: la celiachia è l’intolleranza permanente al glutine.
Per guarire bisogna eliminare il glutine. I celiaci devono evitare il frumento, ma anche segale ed orzo che sono cereali simili. Alcuni alimenti sono facili da eliminare come pane, pasta e derivati, ma vanno eliminati anche whisky o birra che possono contenere orzo. Ci sono poi altri alimenti che possono contenere tracce di frumento, segale ed orzo, come gelati e salse liofilizzate dove la farina è presente come eccipiente e addensante.

Esame specifico per le intolleranze da lattosio
Il Breath test: consiste nel respirare in uno strumento che rileva se nell’aria c’è più o meno idrogeno e  suggerisce una difficoltà digestiva o meno.

Esame per le intolleranze alle fave e al fruttosio (zucchero della frutta)
Esami del sangue

Esame per la celiachia
Esame del sangue per individuare se esistono particolari anticorpi e poi gastroscopia e biopsia intestinale, per esaminare un pezzo dell’intestino, il duodeno.

 

Esistono disturbi molto diffusi, che di solito sono legati a intolleranze a:

  1. Lievito; di solito la sensazione spiacevole è quella del gonfiore. Sostituendo il pane con gallette di riso o pane azzimo, per alcune settimane, o riducendo l’apporto di pane nella dieta alimentare, il giovamento è assicurato. Per annullare l’effetto del lievito, un segreto è quello della tostatura: togliendo la mollica di pane e tostandolo, il lievito può diventare quasi inoffensivo.
  2. Riso bianco; è noto che il riso bianco fermenti più facilmente. Si può provare a sostituire il tipo di riso. Da evitare il riso integrale per soggetti intolleranti che hanno già problemi al colon. Da preferire riso nero o dell’imperatore, ricco di acidi e vitamine e povero di sostanze zuccherine oppure il riso Basmati a chicco lungo, di origine indiana o pakistana.
  3. Verdure come pomodoro, melanzana e peperone; l’organismo non riesce a digerire la loro buccia. Basta eliminarla per una prima fase e successivamente reintrodurre tali alimenti gradualmente.

 

Conclusioni
Ecco poche regole allora:

  1. se l’assunzione di particolari cibi, ci causa problemi intestinali ripetuti, è preferibile consultare il proprio medico per degli esami di accertamento
  2. variare l’alimentazione ci preserva da problemi di intolleranza legata all’assunzione di alcuni cibi
  3. richiedere al proprio medico un test sulle intolleranze potrebbe servire a prevenire conseguenze non note per l’assunzione di certi cibi (per la maggior parte le intolleranze si riferiscono soprattutto al gruppo dei lieviti, del latte e dei derivati)

In generale, mangiare poco di tutto ma controllando qualità e cucina ci preserva sempre da spiacevoli conseguenze!

 








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