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Alcol: si o no?


Pubblicità progresso, raccomandazioni della mamma o avvertimenti medici: l'alcol fa male, si sente in giro, quasi con tono di rimprovero. Eppure i più preferiscono il vino a tavola, un calice di birra ghiacciata la sera e magari un “digestivo”, a chiusura dei pasti.

Ma quali sono i limiti per una corretta assunzione di alcool? È meglio rinunciare totalmente alle bevande alcoliche, o entro alcuni limiti gli alcolici sono tollerabili? E come conciliare la guida della propria automobile con l'assunzione di bevande alcoliche?

Usciamo dai luoghi comuni e cerchiamo di approfondire la faccenda.

L'alcol: cos'è e cosa fa

L'alcol (noto anche come alcool, alcol etilico o etanolo) è un composto contenuto in un gran numero di bevande di uso comune, dal vino alla birra ai liquori. Già noto ai Babilonesi, l'alcol è potenzialmente pericoloso per l'organismo specie se assunto a grandi dosi. L'alcol, infatti, non può essere metabolizzato dal nostro corpo, ma entra in circolo nel sangue con l'unico scopo di essere eliminato nel più breve tempo possibile.

Le bevande alcoliche presentano ciascuna un proprio grado alcolico, indicato con una cifra e il simbolo % sull'etichetta. Il grado alcolico specifica infatti in percentuale il contenuto di alcool all'interno di una bevanda: un vino di gradazione alcolica 11% vol in bottiglia classica da 0,75 litri, avrà un contenuto di alcol pari a 0,0825 litri, ovvero 8,25 centilitri (l'11% di 0,75).

L'etanolo ha una densità di 0,79 g/cm3, quindi avremo in totale circa 65 g di alcol per una bottiglia di vino da 0,75 litri.

Il metabolismo dell'etanolo varia a seconda che lo si assuma a stomaco pieno o vuoto. Nel primo caso l'alcol è assorbito più lentamente, ed anche i suoi effetti sono dunque più attenuati.

L'effetto più comune è una diffusa euforia quando assunto in piccole quantità; mentre in quantità più ingenti provoca un'evidente depressione nel sistema nervoso centrale, oltre ad effetti ansiolitici e disinibitori.

La sensibilità all'alcol ed ai suoi effetti è comunque soggettiva e varia a seconda dell'età, del sesso e della frequenza nell'assunzione di bevande alcoliche. Oltre una certa soglia, tuttavia, è accertata la pericolosità dell'alcol a causa delle distorsioni percettive che può causare, rendendo rischiosissime alcune attività come la guida di automobili ed altri veicoli.

Quanto alcool è lecito consumare?

Le linee guida dell'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) sull'alcol sono molto precise: l'alcol, in quanto sostanza estranea al nostro organismo e non nutriente, va assunto con le dovute precauzioni. Esso, inoltre, ha un elevato potere calorico, corrispondente a circa 7 Kcal per grammo di alcol.

Il calcolo delle calorie va effettuato considerando anche la tipologia di bevanda: bisogna infatti moltiplicare i gradi alcolici della bevanda (indicati sull'etichetta) per il volume di alcol consumato (in ml) e per 0,056.

Esempio: un bicchiere di birra di 200 ml e 5 % vol, fornirà 5 x 200 x 0,056 = 56 Kcal.

C'è da dire che le bevande alcoliche dolcificate, come i vini dolci e gli spumanti, hanno potere calorico maggiore a causa della presenza di zuccheri.

Quando si dice di “bere poco” si fa comunque riferimento ad una soglia non sempre quantificabile, poichè il grado di tolleranza all'alcol è soggettivo. Esistono, tuttavia, alcune evidenze scientifiche relative agli effetti dell'alcol ed alla pericolosità di assunzione oltre una deteminata soglia.

Sempre l'INRAN indica nei limiti tollerabili l'unità minima del “bicchiere” di vino (125 ml circa) al giorno, al massimo 2 o 3 per l'uomo. Al bicchiere di vino corrisponde la classica “birra media” (330 ml) o il bicchierino (40 ml) per i superalcolici.

Il consumo di alcol è suggerito sempre a stomaco pieno, per consentire all'etanolo un assorbimento più graduale. Questa “buona pratica”, oltre a stordirci di meno, impedisce all'alcol di entrare in circolo nel sangue in quantità più elevate.

È dimostrato poi che l'alcol faccia più male ai bambini, agli adolescenti e durante la gravidanza, quando può procurare danni anche molto seri al feto. È altresì sconsigliato durante l'assunzione di farmaci, poichè in molti casi produce gravi effetti indesiderati. Per tale ragione si invita a contattare il proprio medico di fiducia chiarendo l'eventuale compatibilità tra alcol (anche il classico bicchiere di vino) e farmaci assunti.

Alcol e guida sicura

L'alcol è tra le cause accertate di un gran numero di incidenti stradali, che provocano migliaia di morti ogni anno su strade e autostrade. Per ovviare a ciò, la Comunità Europea ha stabilito un limite di alcol tollerabile, superato il quale è proibito mettersi alla guida della propria automobile. Tale limite corrisponde, oggigiorno, a 0,5g di alcol per litro di sangue.

È accertato che l'assunzione di 0,2-0,4g di alcol per litro non produca alterazioni evidenti del comportamento, anche se una bevanda alcolica presa a stomaco vuoto entra in circolo con maggiore immediatezza. Qualche esempio? Un normale bicchiere di vino da 125 ml è ben tollerato durante i pasti o anche a stomaco vuoto, ma due bicchieri fuori dai pasti sono già al limite della soglia stabilita dalla legge.

La soglia di 0,5 g/l fa riferimento alle prime evidenti alterazioni nella percezione e nel comportamento: compaiono i primi segnali di una leggera euforia ed altri sintomi caratteristici, più marcati nella donna e in chi abitualmente non assume bevande alcoliche. Attorno agli 0,8 g/l (la soglia della vecchia legge sulla guida in stato di ebbrezza - aggiornata dal 2002), compaiono invece un'euforia più marcata, disinibizione, leggera alterazione nella capacità di concentrarsi e coordinarsi.

Luoghi comuni da sfatare sull'alcool

Detti popolari, antichi proverbi e “ricette della nonna”. Sull'alcol circolano un gran numero di luoghi comuni, spesso tutt'altro che attendibili.

Il primo, e forse più noto, è che un buon bicchierino possa fungere da “digestivo” a fine pasto. Molto facile smentire questo punto: l'alcool, infatti, rallenta la digestione perchè causa un'ipersecrezione a livello gastrico, “inceppando” il processo digestivo a causa della dilatazione dei vasi sanguigni.

Altro luogo comune piuttosto diffuso è che l'alcool “riscaldi”. È pur vero che, in un clima freddo, un bicchierino dà l'immediata sensazione di calore interno...In realtà al tepore percepito corrisponde una vasodilatazione che abbassa la temperatura corporea: un'ottima ragione per non somministrare alcolici quando c'è un principio di assideramento!

Ulteriore credenza molto diffusa è che il vino “faccia buon sangue”. Come dimostrarlo? È di certo verificato che il vino e gli alcolici possono causare anemia ed altre disfunzioni anche gravi, quando assunti in ingenti quantità. Poi ci sono studi più approfonditi sulla correlazione tra stile di vita ed assunzione di bevande alcoliche...ma l'estrema complessità della domanda e le sue tante variabili ci portano a sospendere il giudizio.

Sfatati i luoghi comuni, non ce la sentiamo di demolire totalmente la prospettiva “tradizionalista”. La vecchia saggezza popolare, infatti, parla un linguaggio morbido ed emotivo, richiamando la funzione sociale dell'alcol o del pasto collettivo in generale, importante momento di condivisione e convivialità.

Ci sentiamo, in ogni caso, di raccomandare estrema moderazione nell'uso di alcol, specie se dovete mettervi alla guida di un veicolo.

 








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