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10 prodotti italiani D.O.P.


Cosa significa DOP?

D.O.P. è un acronimo che sta per Denominazione di Origine Protetta. Il marchio, assegnato dalla Comunità Europea, identifica alimenti la cui produzione e lavorazione è legata in tutti i passaggi al territorio di origine, con le sue peculiarità climatiche, ambientali e socio-culturali. I prodotti con marchio DOP sono tutelati grazie ad un severissimo organismo di controllo, che ne certifica la qualità verificando il rispetto delle norme disciplinari.

La lista di prodotti riconosciuti come D.O.P. in Italia è molto lunga. Abbiamo selezionato 10 prodotti tra i più noti e rappresentativi, dalla frutta ai formaggi sino ai salumi ed alle spezie.

1. Arancia di Ribera

Riconosciuta come D.O.P. dal 2011, l'arancia di Ribera è coltivata esclusivamente in Sicilia, nel territorio della provincia di Agrigento ed in parte della provincia di Palermo. Si tratta di un'arancia a polpa bionda, priva di semi e dal sapore molto gradevole, appartenente al gruppo delle arance Navel. E' prodotta nelle varietà Brasiliano, Washington Navel e Navelina. L'arancia di Ribera è ottima consumata fresca, per le spremute o per la preparazione di bevande, cocktail e dolci.

2. Basilico Genovese

Il basilico genovese, ingrediente principe del pesto alla genovese, è una cultivar di basilico riconosciuta come DOP dal 2005. Si coltiva in tutta la Liguria ma principalmente nel quartiere di Prà, un tempo comune autonomo ed oggi parte della città di Genova. Il basilico genovese ha foglie medio-piccole, tipicamente ovali, ed un profumo molto morbido e delicato. Per i liguri non esistono mezze misure: il pesto alla genovese si prepara esclusivamente con basilico genovese!

3. Ficodindia dell'Etna

Tipico della fascia pedemontana etnea, il ficodindia dell'Etna caratterizza anche il paesaggio di quest'area vulcanica, dominata dal nero della pietra lavica. Sono 3 le cultivar di fico d'India presenti sul territorio etneo: la sciannina, la sanguigna e la nostrale. Con il fico d'india DOP dell'Etna si realizzano marmellate, liquori, conserve, mostarde, gelatine e dolci, ma anche prodotti per l'industria farmaceutica ed erboristica. 100g di fichi d'india dell'Etna contengono 22g di vitamina C, tanti minerali, fibre ed antiossidanti.

4. Gorgonzola

Il “formaggio con la muffa” per eccellenza è una tipicità della provincia di Milano e dell'omonimo comune di Gorgonzola, dove probabilmente è nato. Prodotto oggi tra la Lombardia ed il Piemonte, il gorgonzola D.O.P. è sottoposto ad un processo di erborinatura che causa la formazione di caratteristiche chiazze verdastre, realizzate bucando le forme di formaggio con aghi di ferro. È ingrediente di piatti tipici come il risotto al gorgonzola, e si abbina bene a radicchio, noci, funghi, polenta, porcini ed altri formaggi.

5. Mela della Val di Non

Lo splendido paesaggio della Val di Non è rivestito di fitti meleti, dove si producono le varietà Renetta, Golden Delicious, Gala, Pinova, Fuji e diverse altre. La denominazione DOP restringe la produzione di mele D.O.P. all'area del torrente Noce, in provincia di Trento, circoscrivendo al territorio anche la lavorazione. I produttori di mele della Val di Non DOP sono riuniti in un grande consorzio, composto da oltre 5000 famiglie.

6. Mozzarella di Bufala campana

La mozzarella di bufala campana è prodotta nella piana del Volturno (città di Aversa e dintorni) e nella Piana del Sele, specie a Battipaglia. Riconosciuta come DOP dal 1996, si realizza con latte fresco di bufala italiana, seguendo un processo di lavorazione severamente regolamentato. Apprezzata ed esportata in tutto il mondo, la mozzarella campana è originaria del medioevo, quando era conosciuta come “mozza”. Oggi si può acquistare in varie pezzature e formati, dai noti “bocconcini” alla “treccia”, ma anche affumicata o unita alla panna nel caratteristico “burriello”.

7. Pistacchio verde di Bronte

L'”oro verde” di Bronte, grazioso comune alle falde dell'Etna, è il piccolo pistacchio (nella varietà Pistacia vera). Coltivato su terreno vulcanico, il pistacchio DOP di Bronte è lavorato in loco ed utilizzato per la realizzazione di numerosi prodotti, dai dolci alle creme al gustoso pesto di pistacchio. In provincia di Catania potrete anche gustare le caratteristiche arancine, tipiche del territorio siciliano e calabro, con ripieno di crema al pistacchio.

8. Parmigiano Reggiano

Assieme al Grana Padano, il Parmigiano Reggiano è tra i formaggi a pasta dura più famosi d'Italia, icona della gastronomia Emiliana e della buona tavola. Consumato sin dal medioevo, il Parmigiano si avvale del marchio DOP che ne restringe la produzione all'Emilia Romagna. Si realizza esclusivamente con il latte delle vacche Frisone, tradizionalmente legata al territorio emiliano, e Reggiana Rossa. Stagionate almeno 24 mesi, le forme di Parmigiano DOP arrivano a superare anche i 40 kg di peso.

9. Prosciutto di San Daniele

San Daniele del Friuli è un piccolo comune di circa 8000 abitanti, situato nel Friuli Venezia Giulia all'ombra delle Alpi Giulie. Qui si produce il pregiato prosciutto di San Daniele, crudo dal gusto delicato e particolarmente dolce, e una consistenza morbidissima in bocca. Il Prosciutto di San Daniele DOP si apprezza accompagnato da pane fresco e vino bianco, liscio o frizzante, meglio se secco.

10. Zafferano

Utilizzato in Italia sin dal XIII secolo, lo zafferano si ricava dai fiori del Crocus sativus, pianta bulbacea diffusa in tutta la Penisola. Lo Zafferano dell'Aquila è prodotto principalmente sulla Piana di Navelli, a 700 metri d'altezza sotto il massiccio del Gran Sasso d'Italia. Un'altra varietà DOP di zafferano è lo Zafferano di San Gimignano, coltivato in Toscana ed esclusivamente nel territorio del comune di San Gimignano. C'è infine lo Zafferano DOP di Sardegna, la cui coltivazione e lavorazione si concentra nella provincia del Medio Campidano. A differenza delle due varietà abruzzese e toscana, lo zafferano sardo prevede durante la lavorazione l'umettamento degli stimmi con olio extravergine di oliva. Attualmente lo zafferano è la spezia più costosa sul mercato: per un kg di pistilli si spende dai 12.000 euro in su.

 








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