Perdita capelli, cura capelli, benessere e molto altro ancora

Psicologia e coppia > Miglioramento personale > L'autostima: migliorare il rapporto con se stessi

L'autostima: migliorare il rapporto con se stessi


Che cos'è l'autostima?

Protagonista di libri, riviste psicologiche e rotocalchi della domenica, l'autostima è sulla bocca di tutti, ma in pochi possono dire di averla sul serio. Come ottenerla, dunque? Ma ancora, che cos'è davvero l'autostima?

Chiediamo aiuto all'etimologia. “Stima”, anche in senso giuridico, vuol dire valutazione, ricerca del valore. Auto-stima significherà dunque “sapersi valutare”, “sapersi pesare”, saper riconoscere il proprio valore.

Ma cosa bisogna pesare? Esiste un criterio per effettuare la stima di noi stessi? Per pesare delle mele servirà una bilancia, che fa riferimento ad un'unità di misura convenzionale ed universale. Ma la stima personale è qualcosa di soggettivo, è un'approssimazione: soltanto noi saremo in grado di stimarci. E l'autostima è la misura di quel valore che ci rende unici, indipendentemente dalle circostanze esterne.

Il concetto di autostima (in inglese self-esteem) è stato coniato nel 1890 da William James, psicologo statunitense autore dei “Principles of Psychology”.

Secondo William James l'autostima è una frazione, ovvero il rapporto tra ciò che siamo e ciò che pensiamo di essere. In base alla coincidenza o meno tra questi due termini proveremo frustrazione o soddisfazione, senso di impotenza o grande gratificazione. Per James l'alta autostima è legata al successo, inteso come capacità di esaudire le proprie aspettative, mentre la bassa autostima deriva dalla non-coincidenza con le nostre pretese.

Da questo deduciamo altre caratteristiche dell'autostima: essa è soggettiva, mutevole e volatile (ossia può cambiare con il tempo); può essere determinata da eventi esterni (come relazioni sociali, faccende lavorative e così via); essendo soggettiva è legata alle conoscenze, alle esperienze ed alle consapevolezze individuali, quindi alla propria storia ed all'autopercezione di questa storia.

Di cosa è fatta l'autostima?

Una buona autostima richiede una miscela ben dosata di ingredienti, perchè sia salda e fondata su basi solide. Il primo di questi ingredienti è la consapevolezza di sè, ossia una sufficiente consapevolezza dei propri processi interiori, delle dinamiche interpersonali ed intrapersonali, dei propri bisogni e dei propri desideri, sia espliciti che impliciti. Per poterci stimare, infatti, dobbiamo disporre di abbastanza elementi relativi a noi stessi, alle nostre dinamiche interne ed alle tante “maschere” che indossiamo nella vita quotidiana.

Il secondo ingrediente, altrettanto importante, è il senso di responsabilità. In inglese esiste un'espressione, “locus of control interno”, che indica la capacità di prendere su di sè la responsabilità degli eventi. Questo significa non incolpare il mondo e gli altri, ma essere centrati sui propri bisogni ed il proprio potere interno, riconoscendo al contempo il valore e la presenza dell'altro. La responsabilità comporta anche dei rischi, ma è l'unica strada che ci consente di incontrare e raggiungere i nostri desideri.

Altro ingrediente fondamentale è l'accettazione. I buddhisti, ad esempio, ne parlano a lungo, coltivando un'atteggiamento equanime verso le tempeste e le esaltazioni della vita. L'accettazione è quel grado di maturità che ci consente di ben accogliere qualsiasi esperienza ci capiterà di vivere, traendone un insegnamento per la nostra quotidianità. Corrado Pensa, maestro di meditazione vipassana e docente universitario, ci insegna che l'accettazione è:

“una pace che porta con sé apprezzamento (invece di attaccamento) per ciò che è piacevole e rispetto per ciò che è spiacevole invece che avversione e paura”.

Accettazione significa non soltanto accogliere il chi siamo, ma anche guardare ed accettare il chi siamo stati, fino a riconoscere cosa possiamo essere.

Ecco il passaggio fondamentale: per capire quanto alto è il nostro valore dobbiamo comprendere come siamo stati, chi siamo stati e come ci siamo valutati sino ad oggi.

LA CITAZIONE

Nei “Principles of Psychology”, William James Scrive:

“So our self-feeling in this world depends entirely on what we back ourselves to be and do. It is determined by the ratio of our actualities to our supposed potentialities; a fraction of which our pretensions are the denominator and the numerator our success: thus, Self-esteem = Success / Pretensions. Such a fraction may be increased as well by diminishing the denominator as by increasing the numerator”.

“Così il nostro “sentimento di noi stessi” in questo mondo dipende interamente da ciò che ci aspettiamo di essere e fare. Ciò è determinato dal rapporto delle nostre attualità con le nostre supposte potenzialità; una frazione nella quale le nostre pretese sono il denominatore e il numeratore del nostro successo: così, Autostima = Successo / Pretese. Tale frazione può essere aumentata sia diminuendo il denominatore che aumentando il numeratore”.

L'autostima si impara

Per migliorare o incrementare l'autostima esiste tutta una serie di tricks, strategie ed esercizi, elaborati da validi psicologi o formatori nell'ambito del coaching. Le tecniche, sia ben inteso, sono soltanto uno strumento, una scorciatoia per renderci più consapevoli dei nostri automatismi psicologici e delle insidie che nascondono.

Il processo che conduce dalla bassa autostima ad una condizione di miglior-stima è definito in alcuni casi empowerment, ossia “agevolazione dell'acquisizione di potere”. Grazie a questo processo, agevolato da professionisti specializzati (psicologi, counselor, coach) l'individuo può rafforzare le proprie capacità di autodeterminazione e controllo sugli eventi, guadagnando una percezione più chiara del proprio valore, e di conseguenza migliorando la sua autoefficacia.

L'empowerment dovrebbe, in teoria, essere garantito dalle istituzioni ufficiali, valorizzando le potenzialità dell'individuo sin da piccolo e migliorando l'autopercezione. Quando ciò non accade è indispensabile un lavoro su di sè, per ritrovare la fiducia nelle proprie capacità.

I 10 segreti dell'autostima

Premesso che non esistono ricette universali per l'autostima (ciascuno, infatti, è un mondo a parte con tutta la sua ricchezza e complessità), ecco 10 buoni consigli per migliorare il rapporto con sè stessi e la propria quotidianità.

1.

Definire degli obiettivi per la propria vita. Cominciando da cose molto piccole, e non difficili da realizzare. Portare a termine piccoli obiettivi ci darà carburante per le mete successive. Non ci sentiamo in grado? Chiediamo aiuto ad un counselor, un coach o uno psicoterapeuta.

2.

Curare il proprio aspetto fisico. Senza esagerare, s'intende. Curarsi non vuol dire indossare abiti firmati o scolpire il corpo come un body-builder: significa fare qualcosa per sè stessi, concedersi una coccola o un piccolo piacere, uno spazio personale. Vedersi puliti e ordinati aiuta a dare una carica alla nostra giornata e ci rende consapevoli del nostro valore.

3.

Tenere un diario. Un quaderno, uno spazio per le proprie riflessioni è molto utile, specie se stiamo intraprendendo un lavoro su noi stessi. Non dobbiamo pubblicare un libro: quindi bando alla scrittura cerebrale, scriviamo tutto di getto.

4.

Noi siamo “tanti”. Come sosteneva Pirandello, in noi si agitano tanti piccoli “Io”, ciascuno con i propri desideri e le proprie aspirazioni. Quando qualcosa non va per il verso giusto, dunque, non incolpiamoci a 360°: è soltanto una parte di noi che pretende di “rappresentare” il tutto. E attenzione alle parole: sostituiamo “incapace” con “non ancora capace”!

5.

Valorizzare i propri punti di forza. In cosa siamo bravi? Cosa facciamo meglio? Lavorare sui punti di forza, dedicare più tempo a quel che facciamo meglio aumenta la nostra fiducia.

6.

Valorizzare e seguire le proprie passioni. Individuare, riconoscere e seguire le proprie passioni è fondmentale, anche nel caos della quotidianità. Regaliamoci, quindi, qualche minuto in più per stare con quel che ci appassiona.

7.

Frequentare persone positive, propositive, che sappiano riconoscere il nostro valore e magari condividano le nostre passioni. In questo proposito, non sempre facile da realizzare, c'è lo stimolo a cercare rapporti sociali costruttivi, stimolanti, propedeutici alla nostra crescita. Per trovare alleati, compagni di viaggio o semplici conoscenze con le quali condividere un tratto di strada.

8.

Concedersi la possibilità di imparare. Ovvero riconoscere che si può migliorare. Imparando da chi ne sa più di noi, oppure informandosi (libri, seminari, corsi, video...).

9.

Prendere le distanze dal giudizio degli altri. Gli altri hanno davvero diritto di giudicarmi? Su quali basi? Quando siamo giudicati, utilizziamo le critiche come occasione di miglioramento, cercando di scorgerne un potenziale per la nostra crescita. Il modo più valido per non sentirsi giudicati? Smettere di giudicare.

10.

Riscoprire la calma e la serenità. Come fare? Non si tratta di reprimere le emozioni negative, ma di concedersi qualche sorriso in più, evitando di lamentarsi troppo spesso. Ottima, in tal senso, è la pratica della meditazione.

 








prodotti capelli donna Guida capelli

Info Salustore

Salustore è un marchio di Orange s.r.l:
Via G. Matteotti 21
24050 Grassobbio (BG)
Tel: +39 035 525622
P.IVA: 02934580164
www.salustore.com