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Il miglioramento personale


Circondati dal materialismo imperante, sfiancati dallo stress e da una vita sempre più veloce a volte perdiamo di vista la cosa più importante: noi stessi. Ma il miglioramento personale è una porta sempre aperta, un'attitudine da coltivare e rinforzare per scoprire cosa vogliamo veramente dalla vita, e come ottenerlo.

Il miglioramento personale.

Lo sapevano bene, i greci, che l'uomo non nasce "tondo", e che l'educazione non ha fine con l'età adulta. La cura di sè, epimeleia heautou, è un'atteggiamento fondamentale dell'etica greca, poichè riporta l'uomo ad una necessità primaria: occuparsi di sè, del proprio benessere globale e del proprio miglioramento.

Perchè dovremmo migliorare noi stessi? Per trovare il nostro equilibrio nei flutti della vita, ma anche per mettere a frutto tutte le capacità latenti e ottimizzare il nostro tempo e le nostre risorse. Vi sembra poco?

C'è uno sviluppo naturale e spontaneo che si completa con la crescita; c'è poi uno sviluppo cognitivo, rinforzato dalla scuola e dall'educazione scolastica... ma non esiste istituzione che ci insegni l'abc dell'autocoscienza, della gestione delle emozioni e del miglioramento personale. Perchè? Forse perchè la crescita interiore, il miglioramento vero e proprio, non ha limiti di tempo ed età. E segue altre leggi.

Il miglioramento personale è infatti un processo non lineare, impossibile da scandire in tappe precise. Un processo fatto di impegno, ricerca, attenzione, che coinvolge la volontà ai suoi massimi livelli, perchè è impossibile migliorare inconsapevolmente ed automaticamente.Saggi, mistici e poeti hanno rappresentato il miglioramento personale come un processo di limatura, di livellatura, in cui non si tratta di aggiungere saperi e contenuti alla nostra vita, ma di ridurre per far emergere ciò che veramente siamo, la nostra natura più autentica.

La spiritualità di tutte le epoche, poi, ci suggerisce che il miglioramento personale è una reale necessità, per entrare in contatto con dimensioni dell'essere più profonde. Gli orientali non a caso parlano di "risveglio" alla vita, della possibilità di acquisire un nuovo modo di vedere le cose.Migliorare vuol dire anche contrastare automatismi e comportamenti indotti, uscire dalla gabbia del condizionamento per capire chi veramente siamo. Vuol dire non dare nulla per scontato, saperci rimettere in discussione, fare un check-up sulla propria vita per dirci chiaramente se siamo soddisfatti di quel che facciamo.

Ma per migliorare davvero non basta un libro o un corso accelerato: serve volontà, strategia ed impegno.

Corpo, mente ed emozioni: le 3 dimensioni del miglioramento personale.

Corpo, emozioni, mente. Tutte le esperienze che attraversiamo coinvolgono intensamente queste 3 dimensioni, lasciando tracce indelebili. Lavorare sul miglioramento significa occuparsi di sè totalmente, senza trascurare nulla.

La prima dimensione del miglioramento personale è necessariamente quella corporea. Lavorare sul corpo può voler dire tonificare, sciogliere, migliorare la propria prestanza atletica e la resistenza. Ma anche trovare un equilibrio con il proprio stile di vita, seguire una dieta sana (o tollerabile) e imparare ad ascoltare bisogni e necessità della propria dimensione fisica. Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi. E lo sapevano bene i discepoli di Pitagora, che oltre ad allenare il pensiero si dedicavano ad intensi esercizi ginnici. La dimensione emotiva e probabilmente la più delicata quando lavoriamo al nostro miglioramento, poichè sa essere molto sottile ed equivoca, insinuandosi nei nostri pensieri e cambiandone la tonalità.

Per migliorare è necessario conoscersi, e per conoscersi bisogna osservarsi, osservare il carattere delle nostre emozioni, le occasioni del loro insorgere e scomparire.Grazie alla meditazione, ad esempio, ci si addestra ad acquisire un'attenzione vigile ma indifferenziata ai propri stati, per osservare l'insorgere delle emozioni ed educarsi ad un'"ascolto" più preciso degli stati emotivi, senza controllarne e forzarne la manifestazione.

Anche il lavoro sulla mente è importantissimo per la crescita personale. La mente, infatti, con la sua incessante attività costituisce il sottofondo di tutta la nostra vita, funzionando spesso "in automatico" e senza controllo. Lavorare sulla mente vuol dire ristrutturare le convinzioni limitanti, evidenziare i loop cognitivi e i pensieri ricorrenti, imparare a "parlarsi" con uno spirito di proattività e scoprire di poter rinnovare il proprio mondo interiore.

Strumenti, tecniche e specialisti per il miglioramento personale.

Negli ultimi anni è un vero fiorire di corsi e libri sul miglioramento personale, scritti da sedicenti guru, psicologi, studiosi della mente, leader religiosi o semplici divulgatori. Se le opportunità sono tante, il rischio è quello di perdersi in un mare di stimoli e approcci alla crescita personale, perdendo di vista il focus e la concentrazione sulle proprie esigenze.Per affacciarsi a questo mondo può essere utile seguire qualche corso, meglio se gratuito, per farsi un'idea sulla tanta "carne al fuoco". Meglio restare con i piedi ben saldi, senza aderire subito ad una teoria o una scuola e mantenendosi curiosi ed aperti.

La programmazione neurolinguistica (PNL), ad esempio, è un'insieme di tecniche sviluppate negli ultimi decenni per lavorare al cambiamento personale, studiando i comportamenti e le prestazioni "d'eccellenza" e provando a riprodurli tramite tecniche di modellamento. Grazie alla PNL possiamo lavorare sulla postura, il linguaggio interno e le convinzioni, con efficaci tecniche di rimodellamento. Ma è possibile migliorare contando solo sulle proprie forze? Si e no. L'aiuto di un coach, di un terapeuta e di un formatore può essere molto utile se non indispensabile, poichè grazie alla presenza dell'altro possiamo riconoscere meccanismi inconsci o molto astuti, e lavorare su nodi problematici che da soli tenderemmo a razionalizzare o giustificare trovando vie di fuga.

Per raggiungere piccoli obiettivi personali o lavorativi, affrontare una difficoltà emotiva o un ostacolo di ordine pratico può esserci d'aiuto un counselor, facilitatore che stimola le risorse del cliente aiutandolo a individuare la propria personale soluzione al problema. Quando invece emergono nodi emotivi irrisolti o si affonda in problematiche più radicate è il caso di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, individuando l'approccio più adatto al caso. In ambito aziendale o per il raggiungimento di mete specifiche potranno infine supportarci un coach o un formatore, il cui lavoro è indirizzato specificamente all'obiettivo professionale.

E lo Spirito? Miglioramento personale significa anche individuare la propria dimensione spirituale, accrescendo la sensibilità per tutto ciò che trascende il visibile.

In questo caso non si tratta di scegliere, come da un catalogo, la disciplina che ci incuriosisce di più. La sensibilità spirituale si sviluppa attraverso letture, esperienze e confronti, coltivando l'apertura mentale e stando molto attenti ai "venditori di fumo", o a personaggi poco raccomandabili che si vantano di possedere improbabili poteri spirituali.

Gli ingredienti del miglioramento personale.

Tutti cambiamo di continuo, ma nessuno può migliorare controvoglia. Ecco perchè per il miglioramento personale è necessaria una buona dose di volontà, di coivolgimento e di pazienza. Gli ingredienti base per il cambiamento e il miglioramento personale sono tanti, ma è possibile individuarne alcuni, sicuramente fondamentali, senza i quali i nostri buoni propositi rischiano di cadere nel dimenticatoio:

    - l'interesse, il desiderio, la motivazione, la voglia di cambiare qualcosa nella propria vita: non si può desiderare il miglioramento personale senza volerlo fino in fondo; - la convinzione di avere le forze per potercela fare, o almeno di poter provarci; - Gli obiettivi: da piccoli a grandi, ma definiti e raggiungibili. Inutile dirsi e pensare: "voglio migliorare". In cosa vuoi migliorare? Dettaglia, dettaglia e dettaglia ancora. Quantificare l'obiettivo, definirlo nel dettaglio, tappa dopo tappa, ci aiuterà ad approcciarlo; - Individuare una strategia: un autentico piano di lavoro, meglio se da scrivere, per il quale potremo anche essere supportati da uno specialista. La strategia include tecniche ed esercizi; - la flessibilità: il miglioramento è un processo non lineare, appunto. Anche i fallimenti vanno inglobati nel processo, anzi sono altrettanto pedagogici, altrettanto utili. Avere obiettivi da raggiungere è solo un punto di partenza, per familiarizzare con uno stato in cui non ci saranno più trionfi e fallimenti, ma semplicemente la bellezza della vita! - La pazienza e la tolleranza: saper aspettare, lasciare che il tempo faccia il suo lavoro senza pretendere risultati immediati; coltivare al contempo un'attitudine di apertura, di ascolto e tolleranza rispetto a tutto quello che potrà capitarci: ogni cosa, ogni evento ha infatti qualcosa da insegnarci - la capacità di celebrare: riconoscere di aver raggiunto l'obiettivo e concedersi un piccolo premio;


Se uno di questi punti manca, bisogna lavorarci su e scoprire il "sabotatore". Può trattarsi di uno stato di inerzia, abulia, da affrontare magari con un approfondito percorso psicologico. O di una carenza di autostima, che ci porta a dire o pensare "non ce la farò mai!". O ancora di un desiderio fiacco e altalenante, perchè il nostro obiettivo attiva incertezze e resistenze.

Tutto quel che emerge, in ogni caso, può essere oggetto di un lavoro interiore, e il punto di partenza per cominciare ad occuparsi di sè. Perchè per migliorare sè stessi non serve necessariamente un ashram indiano o un ritiro idilliaco, ma è indispensabile iniziare dal qui ed ora, da chi siamo adesso.

Il cammino è già la meta, come ricordava il Buddha. Migliorare significa soprattutto imparare a vivere nel presente, ad accogliere tutte le esperienze della nostra vita e farne tesoro, senza proiettare in un futuro remoto la nostra felicità.

La felicità è ora, è vivere nel momento e saper godere a pieno di quel che la vita ci riserva.

Tante vie, una sola meta: le mille anime del miglioramento personale.

Basta una ricerca su internet per confonderci le idee: sono così tante le discipline che si occupano di miglioramento personale da lasciarci interdetti. Quante sono? Noi abbiamo provato ad elencarvene alcune, dalle discipline per il benessere personale ai principali approcci terapeutici o alle "scuole" che propongono metodi di "lavoro su di sè:
  1. Agopuntura
  2. Arteterapia
  3. Coaching
  4. Counseling (filosofico, integrato, relazionale ecc.)
  5. Danzaterapia
  6. Enneagramma
  7. Fiori di Bach
  8. Fitoterapia
  9. Insegnamento psicologico di G.I.Gurdjieff
  10. Ipnotismo
  11. Kabbalah pratica
  12. Mappe mentali (metodi di Tony Buzan)
  13. Meditazione cristiana
  14. Meditazione trascendentale
  15. Meditazione Vipassana
  16. Meditazione zen
  17. Metodo Feldenkrais
  18. Metodo Silva
  19. Musicoterapia
  20. Naturopatia
  21. Omeopatia
  22. Pilates
  23. Programmazione neuro linguistica (PNL) e derivati
  24. Psicodramma
  25. Psicogenealogia
  26. Psicologia e relative specialzzazioni
  27. Qi Gong
  28. Rebirthing
  29. Riflessologia plantare
  30. Scrittura creativa
  31. Shiatsu
  32. Tai Chi
  33. Talassoterapia
  34. Tantra e sesso tantrico
  35. Tecniche di Osho
  36. Teosofia e relative scuole
  37. Terapie con animali
  38. Training Autogeno
  39. Trekking e meditazione
  40. Visualizzazione creativa
  41. Yoga


Libri sul miglioramento personale

  1. Daniel Goleman - L'intelligenza emotiva
  2. Dalai Lama, Howard C. Cutler - L'arte della felicità in un mondo in crisi
  3. Dale Carnegie - Come godersi la vita e lavorare meglio
  4. Anthony Robbins - Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri
  5. William Walker Atkinson - Il segreto del successo
  6. Roberto Re - Leader di te stesso
  7. G.I.Gurdjieff - Vedute sul Mondo Reale


 








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