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La felicità


I filosofi greci lo sapevano bene: la felicità, eudaimonia, non è materia facile da trattare. Tutti sentiamo l'aspirazione a star meglio, ma quanti possono dire di aver davvero toccato le vette della felicità?

Per alcuni la felicità è la realizzazione di un obiettivo, per altri la rincorsa del piacere spinto al suo apice, per altri ancora è intenso appagamento e soddisfazione. Una cosa è certa: non ci stanchiamo mai di pensare, specie nei momenti di sconforto, a una felicità possibile, a una via privilegiata per tornare a sentire la magia dell'esistenza.

Per Freud la felicità è lo scopo dell'esistenza, per Oscar Wilde è intimamente legata a un'estetismo dandy e alla dimensione edonistica. Bertrand Russell, che alla felicità dedicò un intero saggio, ne riconobbe lo stretto legame con le relazioni umane, pur individuando diversi tipi di felicità. Gandhi, invece, pensava che la felicità è intimamente connessa con la pace interiore, senza perdere di vista la dimensione socioculturale. E cos'è per noi, la felicità?

La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.
Oscar Wilde
Gli studi sulla felicità dimostrano che le persone felici non appartengono a un ceto sociale definito o a una fascia d'età specifica: le leggi della felicità appaiono misteriose e imponderabili. Se essere sempre felici è forse una chimera, migliorare la qualità della propria vita è alla portata di tutti. Basta crederci, impegnarsi, scegliere gli strumenti giusti.

Esiste una ricetta per la felicità?
Quante volte al giorno sentiamo persone che si lamentano per la propria infelicità? Essere felici oggi sembra davvero una chimera, mentre ci affanniamo per avere il televisore ultimo grido o quel vestito di marca. La società, i media, tante persone che ci circondano ci rimandano una felicità legata al senso del possesso, al bisogno di riconoscimento sociale, all'inseguimento di un modello di benessere edonistico ed esteriore. Ma davvero per essere felici bisogna avere?

Saggi, formatori, leader religiosi e psicologi ci insegnano invece che la felicità è uno stato, qualcosa di indipendente dalla realtà esteriore: possiamo essere felici anche per un sorriso, una bella giornata di sole o addirittura per un imprevisto, tutto dipende da noi.Non esiste una ricetta valida per tutti: la felicità è uno stato che non si raggiunge mai in modo definitivo, ma che bisogna imparare a scoprire, educandosi alla cura di sè attimo per attimo.

La psicologia della felicità è una materia complessa, che coinvolge tanti stati emotivi studiando le reazioni biochimiche del nostro corpo. La PNL (programmazione neuro linguistica) ha analizzato i meccanismi che attivano la felicità per riprodurne le sequenze e potersi “mettere in stato” semplicemente cambiando la propria fisiologia. Quindi adottando una postura propositiva e abbinando tutto questo a una “riprogrammazione” dei propri pensieri limitanti è possibile evocare uno stato propizio alle emozioni positive.

Tutti gli studi sulla felicità sono concordi nel dire che si è felici in modo diverso a seconda del contesto di appartenenza, del sistema di valori condiviso, delle aspirazioni e dei bisogni di ciascuno.
Eppure c'è una certezza: possiamo imparare a godere della nostra vita coltivando atteggiamenti propositivi ed accoglienti, imparando ad ascoltarci e ad ascoltare il mondo che ci circonda, senza cristallizzarci su modelli legati al denaro ed al possesso.Non è un caso che il paradosso di Easterlin, formulato dall'omonimo professore di economia nel 1974, dimostri come le variazioni di reddito in positivo non incidono significativamente sulla felicità delle persone.

Ad Harvard, negli USA, da alcuni anni il professore Tal Ben-Sharar insegna Psicologia positiva esponendo i segreti del well-being a centinaia di studenti, pronti a farne tesoro per la propria vita personale e professionale.E' di un corso che abbiamo davvero bisogno? Forse no, ma raccogliere stimoli è un'ottima strategia per cominciare, guardando ad una felicità possibile che faccia rima con serenità e benessere.

Piccoli segreti per riscoprire la felicità

  1. vivi con curiosità
  2. ascolta te stesso, a partire dal tuo corpo, pasaando alle tue emozioni ed ai tuoi pensieri
  3. creati degli obiettivi, ma comincia da obiettivi realistici e raggiungibili
  4. sintonizzati sul presente: il passato c'è stato, ma il futuro è tutto da scrivere
  5. impara a sorridere, anche senza motivo
  6. impara a dare, senza pretendere nulla in cambio
  7. viaggia, e rinnova le tue impressioni spostandoti anche di pochi km
  8. educati a perdono e compassione
  9. dedicati alla tua salute spirituale
  10. coltiva le tue passioni
  11. scegli un lavoro che ami, o educati ad amare il tuo lavoro
  12. sostituisci le recriminazioni con le possibilità, concedendoti l'opportunità di non lamentarti
  13. cura le amicizie più sincere
  14. apriti all'amore
  15. impara a guardare la sofferenza come un maestro, un'occasione di insegnamento
  16. apprezza ciò che hai, non biasimarti per ciò che non hai
  17. circondati di cose e persone che ti stimolano e ti motivano
  18. mantieni il contatto con la natura
  19. impara a fermarti, concediti delle pause
  20. non essere troppo rigido nè troppo flessibile
  21. coltiva un ottimismo sano, radicato su un saldo realismo
  22. l'attaccamento è un ostacolo: impara a lasciar andare, il possesso è un “gioco” della mente

    1. Libri che parlano di felicità

      Sulla felicità esistono decine di ottimi libri, noi ci sentiamo di consigliarvi questi:
      J. Krishnamurti - Che cos'è la felicità?
      Dalai Lama, Howard C.Cutter - l'arte della felicità

 








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