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Attacchi di panico


Gli attacchi di panico Il panico è l'estremizzazione dell'ansia, un suo acutizzarsi e riverberarsi in forme più complesse e violente. L'attacco di panico arriva all'improvviso, ci sorprende e ci sgomenta, fino a condizionare la nostra vita nel timore della sua ripetizione.

Ma gli attacchi di panico, come tutte le manifestazioni psicosomatiche, parlano un linguaggio: un linguaggio che è necessario comprendere e tradurre per ri-configurare il proprio essere al mondo, nella direzione di una nuova consapevolezza.

Cosa sono gli attacchi di panico?

Gli attacchi di panico sono un vero black out del nostro organismo. Si verificano improvvisi, scatenati dalla percezione di un pericolo imminente che ci sprofonda in sensazioni forti di fiacchezza, tachicardia, tremori, vertigini, sudorazione accentuata, facendoci sperimentare anche un profondo terrore e la sensazione di essere in pericolo di vita.

L'attacco è veloce, improvviso, breve, e si estingue entro pochi minuti. Ma, inevitabilmente, segna in profondità chi l'ha vissuto, lasciando una paura sullo sfondo che può condizionare le relazioni sociali o più in generale rivelarsi non adattiva e profondamente invalidante.

Il DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) elenca una serie di sintomi per riconoscere gli attacchi di panico: tachicardia o palpitazioni, tremori, sudorazione, sensazione di asfissia o soffocamento, fastidi al petto, nausea, sensazione di svenimento o debolezza, paura della perdita di controllo, sensazione di irrealtà o depersonalizzazione, sensazioni di torpore, vampate di calore, paura di morire. Avvertire più di quattro sintomi sopracitati contemporaneamente (in un background di paura o forte disagio) è, secondo il DSM, la conferma che abbiamo vissuto un attacco di panico.

Generalmente soffrono di attacchi di panico le persone molto controllate, che tendono all'impeccabilità, al contenimento, alla ritenzione. Ma la casistica è molto varia, anche in considerazione della complessità dei vissuti personali.

Quali sono le cause degli attacchi di panico?

Le cause degli attacchi di panico sono nella storia personale di chi ne soffre o ne ha sofferto. Secondo una recente stima circa 5 milioni di italiani soffrono o hanno sofferto di attacchi di panico: numeri che invitano a tenere seriamente in considerazione questa problematica.

Generalmente si individuano diverse classi di possibili cause per un attacco di panico: a cominciare da fattori genetici, anche se questa eventualità è attualmente poco considerata dagli “addetti ai lavori”.

E' riscontrabile come gli attacchi di panico possano verificarsi in persone apparentemente “insospettabili”, ovvero senza una storia clinica particolarmente complessa alle spalle. In questi casi gli attacchi di panico possono essere scatenati da eventi o situazioni di una certa importanza (lutti, grandi cambiamenti, incidenti, decisioni difficili, abusi), o più genericamente da vissuti percepiti come ansiogeni o portatori di disagio. Vi sono dunque attacchi di panico la cui manifestazione è immediatamente conseguente ad un fattore scatenante, una situazione-stimolo dopo la quale si innesca il panico. Altre possibili cause scatenanti sono legate, quando il soggetto ne soffre, a disturbi mentali come fobie specifiche o fobia sociale, disturbo osserssivo-compulsivo o disturbo post-traumatico da stress.

Molto diffusi, tuttavia, sono anche gli attacchi inaspettati, dove apparentemente non si individua nessun fattore scatenante e si richiede dunque un'indagine psicologica.

Sempre il DSM-IV evidenza i criteri per individuare un disturbo di panico (DAP), ovvero un disturbo caratterizzato da frequenti episodi di attacchi di panico, la cui insorgenza resta inaspettata ed improvvisa. Il soggetto che soffre di DAP sviluppa generalmente una preoccupazione e un timore molto forte che si verifichino nuovi attacchi, con relativo lavoro immaginativo sulle probabili conseguenze degli attacchi e comportamenti difensivi volti a proteggersi dall'insorgenza di situazioni di disagio.

Nel DAP può essere presente o meno l'agorafobia, ossia la paura di spazi aperti o in generale luoghi pubblici molto ampi e non familiari.

Come si affrontano gli attacchi di panico

Gli attacchi di panico ci invitano, anzitutto, ad ascoltare noi stessi. L'ascolto autonomo spesso non è in grado di produrre i risultati sperati, perchè le dinamiche più profonde della nostra psiche si intrecciano spesso in vissuti antichi e variamente articolati. Per questa ragione si affrontano gli attacchi di panico generalmente con la psicoterapia o una terapia farmacologica, specie quando diventano frequenti e invalidanti.

Fondamentale è la diagnosi specialistica, per riconoscere sin dall'inizio il DAP ed escludere la presenza di eventuali altre cause scatenanti.

In psicologia, l'approccio cognitivo-comportamentale lavora sui pensieri del paziente che precedono o accompagnano un attacco di panico, cercando di comprenderne la portata e di ricreare un territorio cognitivo gestibile e positivo. Si accompagna inoltre ad un training respiratorio fondamentale per la corretta gestione dell'ansia.

Nella psicoterapia della Gestalt l'attacco di panico è una violenta interruzione nel ciclo del contatto, ovvero il ciclo che caratterizza qualsiasi relazione con cose e persone relativa al soddisfacimento di un bisogno. La terapia gestaltica utilizza dunque tecniche e strumenti per agevolare il contatto della persona con il proprio qui ed ora, in particolare orientati all'ascolto del corpo.

Le psicoterapie corporee lavorano sulla stretta correlazione soma-psiche, con tecniche ed esercizi legati al movimento o al respiro.

Le terapie farmacologiche ricorrono sovente agli SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), alle benzodiazepine o agli IMAO (inibitori dell''ossidazione monoamminica), ma possono presentare alcuni effetti collaterali e difficilmente da sole risolvono alla radice la problematica (infatti si associano sovente alla psicoterapia) .

Anche il counseling può essere d'aiuto in casi di attacchi di panico? Si, per indurre magari la persona ad intraprendere un percorso psicoterapeutico e più in generale un lavoro su di sè.

Fiori di Bach, floriterapia e attacchi di panico

Terapie alternative per gli attacchi di panico? Volentieri, se riescono ad esserci d'aiuto. In ambito floriterapeutico, ad esempio, si consiglia l'utilizzo dei fiori di Bach per agire sulla sfera emotiva, assumendo le essenze pure o diluite. La medicina ufficiale ancora ridimensiona l'importanza di questi rimedi, ma c'è da dire che la loro assoluta mancanza di effetti collaterali ne rende innocua l'assunzione in accompagnamento ad una terapia psicologica o farmacologica.

 








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