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Il senso di colpa


“Sono stato io!” “E' tutta colpa mia!” “Non dovevo farlo!” “Dovrei...piuttosto che...” Queste sono alcune delle espressioni, verbali o interiori, con cui si manifesta il senso di colpa. Che spesso, però, agisce in modi più sottili e sotterranei, lavorando in profondità ed inquinando la bellezza del nostro presente.

Che cos'e' il senso di colpa?

Il senso di colpa è un meccanismo interiore di autorimprovero, un segnale che ci ricorda della presenza dell'altro e di un codice etico.

Possiamo sentirci in colpa quando feriamo una persona, quando infrangiamo una regola o una legge, ma anche quando veniamo meno ai nostri propositi, modificando le nostre scelte personali.

Studiosi e psicologi, oltre ad un senso di colpa altruistico, ne hanno individuato uno deontologico (trasgressione di norme che non hanno danneggiato l'altro), ed un terzo tipo che riguarda gli “scampati”, ossia coloro che si sentono in colpa pur essendo sopravvissuti ad un qualche evento traumatico.

Colpa è una parola che deriva dal latino cùlpa, a sua volta derivata da cello (spingo). Se la colpa giuridica fa riferimento ad un codice scritto di leggi e regole, gli psicologi parlano invece di senso di colpa per distinguere l'esperienza della colpa sul piano del vissuto personale, in un mix di elementi cognitivi ed emotivi.

Gli specialisti sono concordi nel definire un senso di colpa “sano” che ci protegge dall'autodistruttività e ci aiuta a “sentire” l'altro, riconoscendo la sua sofferenza e le sue difficoltà. Ma esiste anche un senso di colpa patologico, che può arrivare a pervadere tutte le nostre giornate inibendo la nostra autostima e la capacità di fare scelte determinanti. È questo un senso di colpa che logora, consuma la nostra energia, innesca il giudizio interno e spegne l'autostima, attentando alla nostra assertività.

Richiamandoci alle teorie di Maslow, alla base del senso di colpa c'è la paura di essere esclusi da un gruppo sociale, e quindi il bisogno di essere parte di-, di essere accettati, considerati. La persona che si sente in colpa esercita altresì un rimprovero nei confronti di sè stessa, misurandosi rispetto ad un'aspettativa o un'immagine ideale di sè, consolidata nel tempo.

Gran parte dei sensi di colpa nascono dall'interiorizzazione di norme genitoriali: la “voce” interiore che ci accusa, in tal senso, è nient'altro che la trasposizione del genitore e delle sue modalità comunicative.

Il senso di colpa può riguardare spesso gli standard stabiliti durante la crescita, e quindi le aspettative latenti o consapevoli e l'immagine dell'io. La frustrazione derivante dal non riuscire a combaciare con la propria immagine dell'io scatena rimproveri e sensi di colpa, con una percezione esasperata delle proprie mancanze.

Già Freud indagò sull'origine del senso di colpa: la necessità di instaurare relazioni sociali renderebbe necessaria la repressione di alcuni istinti, con il naturale emergere di sensi di colpa quando affiorano desideri “proibiti”. L'indagine freudiana riguardò sia la sessualità che la religione, toccando aspetti come la nozione di tabù e quella di peccato originale fino ad approdare alla definizione del complesso di colpa.

Guarire dai sensi di colpa

Il senso di colpa “sano” si mette a tacere con un'azione riparatrice, proporzionata al danno compiuto. È un passaggio interiore, che spesso richiede però l'azione esteriore. Un esempio? Chiedere perdono ad una persona dopo averla ferita, o confessare di aver compiuto una determinata azione, quando quest'ultima ha recato un danno al prossimo. Si tratta di una piena assunzione di responsabilità, che produce una risposta anche nell'altro pacificando le nostre inquietudini interiori.

La psicologia della Gestalt, ma non solo, ci offre uno sguardo molto interessante sulle “vie d'uscita” al senso di colpa. La strada da percorrere, come per altre forme di sofferenza interiore, è quella dell'autoconsapevolezza. Perchè guardarsi dentro, senza intellettualizzare, consente di scorgere le nostre frustrazioni ed i nostri conflitti da una distanza di neutralità, imparando ad accoglierli ed accettarli come parte di noi.

Rimuginare, dilaniarsi con il giudizio non produce effetti sulla realtà, se non quelli di inibire la nostra vitalità e logorarci lentamente. La soluzione è nell'azione propositiva, che riattiva l'autostima e disinnesca le convinzioni limitanti.

Non esistono cure precostituite: ciascuno ha la propria esperienza di “senso di colpa” che si lega a un particolare vissuto. In Analisi Transazionale, la disciplina introdotta da Eric Berne, l'uomo vive esperendo tre “stati dell'Io”: l'io bambino, legato alle pulsioni e ai bisogni; l'io genitore, che ricalca le caratteristiche normativo-affettive del genitore; l'io adulto, che si assume la responsabilità delle proprie azioni imparando a mediare.

Nell'ottica di Berne il senso di colpa si attenua placando il genitore normativo, ossia quella parte di noi che tende a giudicare, svalutare e colpevolizzare ad libitum, anche quando non necessario (Freud parlerebbe, in tal senso, di Super-io). Sarà importante, altresì, coltivare il genitore affettivo (prendersi cura di se stessi), ascoltare il proprio bambino (i propri bisogni) ed esercitare quando necessario il controllo dell'adulto.

Eros e sensi di colpa

Un territorio molto soggetto agli “attacchi” del senso di colpa è quello dell'eros. Secoli di inibizioni e repressività hanno sedimentato credenze e atteggiamenti colpevolizzanti, tramutati in blocchi fisici ed inibizioni interiorizzate.

La religione, in tal senso, ha un ruolo di primo piano, ma non solo: basti pensare che, sino a pochi anni fa, molti genitori facevano leva sul senso di colpa per inibire nel bambino l'autoerotismo.

La problematica del tradimento è probabilmente tra le più esposte ai sensi di colpa, quando chi tradisce sente di aver ferito l'amato o aver infranto in qualche modo una relazione di fiducia. La confessione, un pò come nel cattolicesimo, è spesso l'esperienza più liberatoria per sgravarsi dal peso della colpa.

Senso di colpa e fiori di Bach

Il fiore di Bach per eccellenza contro il senso di colpa è Pine, ovvero il pino silvestre, l'essenza del perdono. Pine è indicato per chi si sommerge di rimproveri e vive un sovradosaggio di sensi di colpa, oberato da un peso che gli impedisce di godersi il presente. Può assumere pine chi tende a colpevolizzarsi e “sentire” eccessive responsabilità, ma anche chi rimugina di continuo su errori o scelte del passato, negandosi il diritto di fare le proprie scelte.

 








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