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Lo stress


Che cos'è lo stress?

Ritmi di vita frenetici, lavoro sempre più flessibile e mille pressioni sociali ci rendono iperattivi ed inquieti, generando stati di stress. Ma come riconoscere, esattemente, lo stress? Nel suo dizionario di Psicologia, Umberto Galimberti definisce lo stress una reazione che avviene sul piano emozionale, legata a stimoli esterni che attivano risposte psicologiche e fisiologiche di carattere adattivo.

Termine piuttosto di moda anche nei rotocalchi più easy, lo stress ha una storia relativamente giovane se andiamo a cercare la sua prima definizione.

Un pò d'etimologia? "To stress" è un verbo inglese derivato dal latino, che significa "sforzare", "spingere", "fare pressione". È comparso per la prima volta nell'ambito della biologia durante gli anni '30, quando W. Cannon coniò il concetto di "reazione d'allarme". In seguito, e principalmente dagli anni '70, la parola è diventata d'uso comune nell'ambito della psicologia, sino ad entrare nel linguaggio di tutti i giorni.

Hans Selye, primo teorico dello stress, lo contestualizzò nella "Sindrome Generale di Adattamento", giudicando lo stress una condizione non patologica strutturata su 3 fasi: allarme, resistenza ed esaurimento.

Oggi lo stress viene definito come una sindrome di adattamento a specifiche sollecitazioni, chiamate agenti stressanti, che possono essere sia esogeni (provenienti dall'esterno) che endogeni (provenienti da noi stessi). Fattori stressanti, chiamati in gergo stressor, sono ad esempio il clima (troppo caldo, troppo freddo, piovoso, umido), l'attività fisica, la vita emotiva, la sessualità, o qualsiasi cosa possa turbare l'equilibrio omeostatico dell'organismo.

Questo vuol dire che lo stress è semplicemente un meccanismo di difesa, che però alla lunga può incidere negativamente sul nostro equilibrio.

Lo stress "sano" è l'ansia da prestazione prima dell'esame, o quella condizione di "tensione attiva" che ci permette di affrontare i pericoli e risolvere le situazioni difficili tirando in ballo tutte le nostre risorse.

Sparite le belve feroci, la frenetica vita metropolitana ci impone altri ritmi ed altre esigenze, creando uno stato di continua sovraeccitazione. Le cause? Tutti quei "compiti" (tanti) che il mondo, il capo, il partner, i parenti, gli amici e i media sembrano caricarci sulle spalle, ed ai quali non sappiamo chiaramente come e se rispondere.

Lo stress da lavoro.

Una delle manifestazioni più diffuse nella società occidentale è il cosiddetto stress da lavoro, quello stato di persistente tensione che accompagna attività lavorative più intense, pesanti e cariche di aspettative.

Si tratta di un disturbo molto diffuso anche nel nostro paese, dove è regolamentato dal decreto legislativo 81/ 2008 che obbliga i datori di lavoro alla "misurazione" del grado di stress dei dipendenti. Ma in quanti possono dire di essere coccolati e rispettati a dovere?

Competitività, ritmi frenetici, tempi stretti e lunghe giornate lavorative non depongono certo a favore del benessere del dipendente. Qualche rimedio? Anzitutto cerchiamo di riconoscere le cause del nostro stress, magari scrivendole e cercando di dettagliare. In un secondo momento possiamo elaborare (da soli, o con uno specialista) una strategia che ci consenta di gestire meglio la nostra giornata lavorativa. Carichi di lavoro pesanti? Una soluzione può venire dal time management, che ci aiuta a liberare spazio. Colleghi invidiosi o oppressivi? Impariamo a sorridere di più, ad alleggerirci usando il senso dell'umorismo. E, soprattutto, cerchiamo di dedicare più tempo a noi. Migliorando l'ambiente di lavoro, quando possibile, concendendoci piccole pause e migliorando anche la qualità del tempo libero. Del resto, non si lavora per lavorare!

Tecniche e buone pratiche per ridurre lo stress.

Per ridurre o eliminare i sintomi da stress esistono tante "buone pratiche", in grado di agire su corpo mente ed emozioni ripristinando il funzionamento ottimale dell'organismo.

Con lo yoga, ad esempio, possiamo riattivare mente e muscoli guadagnando gradualmente uno stato di maggior benessere psicofisico, che si rifletterà di conseguenza sulle nostre emozioni.

Tutti i sistemi di yoga (e ce ne sono tanti!) possono contribuire a ridurre i livelli di stress, migliorando la qualità della vita e riducendo il rischio di insonnie, mal di testa, panico, attacchi di cuore e problematiche più gravi. Come? Grazie all'abbinamento tra asanas, posizioni del corpo, e pranayama, respiro.

L'ayurveda, antica medicina indiana, associa lo stress acuto a un disordine che riguarda il vata, tipologia alla quale si associano gli elementi aria ed etere. Vata sovraeccitato o predominante significa sonno inquieto, mente inquieta, impazienza, ansietà, costipazione e digestione irregolare, tutti sintomi normalmente legati allo stress. Anche l'ayurveda riconosce le differenze tra stress mentale, emozionale e fisico, e prova a curarli con preparati medicinali naturali, massaggi e tanta buona volontà.

La meditazione è un vero toccasana contro lo stress: ci insegna anzitutto la stabilità del corpo, poi tranquillizza la mente e le emozioni mettendoci in contatto con le nostre dimensioni più autentiche e profonde. Le discipline di origine orientale, insomma, lavorano soprattutto sull'equilibrio olistico della persona, cercando di bilanciare la dimensione mentale, emozionale e fisica per una qualità di vita sempre alta.Il segreto è prestare più attenzione a noi stessi ed alle nostre esigenze più autentiche, introducendo giorno per giorno buone e salutari pratiche.

Qualche esempio?

  • - Fare dei respiri profondi e intensi nei momenti di difficoltà, o semplicemente per ricaricarsi;
  • - Utilizzare prodotti ayurvedici o naturali;
  • - Mangiare esprimendo gratitudine e senza distrazioni, seguendo i reali bisogni del nostro corpo e usando alimenti di stagione; a cena non appesantirsi eccessivamente e non andare subito a letto dopo aver mangiato;
  • - Dedicare qualche minuto al giorno ad un contatto più intimo (ed intenso) con se stessi: che si tratti di meditazione, di un hobby o di qualcosa che ci fa star bene;
  • - Ascoltare buona musica rilassante;
  • - Passeggiare;
  • - Giocare con i tempi, provando a rallentare tutti i nostri gesti;


Chiaramente si tratta di indicazioni di massima, sta a noi trovare la formula che più si adatta ai nostri ritimi ed alle nostre esigenze.

Un'alternativa naturale ai medicinali sono i fiori di Bach, che contengono l'essenza di una pianta o di un fiore specifico e possono ripristinare il benessere emotivo senza controindicazioni. Tanti stress, tanti fiori: Star of Bethlhem, ad esempio, è consigliato per lo stress acuto legato a traumi e shock; Oak, invece, è per i superimpegnati, stacanovisti in grado di lavorare sino allo stremo; il Rescue remedy, infine, è un rimedio d'emergenza per situazioni ansiogene e stressanti improvvise.

Bibliografia

  • - Dale Carnegie, Come vincere lo stress e cominciare a vivere, Bompiani
  • - Debora Penco, Stress lavoro correlato. Obblighi di legge e metodologia per combattere lo stress negli ambienti di lavoro, DEI
  • - Francesco Bottaccioli, Antonia Carosella, Mente inquieta. Stress, ansia e depressione, Tecniche Nuove
  • - Franco Fraccaroli, Christian Balducci, Stress e rischi psicosociali nelle organizzazioni, Il Mulino
  • - Gian Maria Zapelli, Vincere lo stress, Il Sole 24 Ore
  • - Loredana Toller, Che stress. Come riconoscerlo, fronteggiarlo e prevenire il burn-out, Sovera Edizioni
  • - Marcella Danon, Stop allo stress. Guida pratica per gestire meglio tempo ed energia, Apogeo
  • - Michel Franklin, Vincere lo stress, Liberamente
  • - Pietro Trabucchi, Resisto dunque sono. Chi sono i campioni della resistenza psicologica e come fanno a convivere felicemente con lo stress, Corbaccio
  • - Simona Cabib, Stefano Puglisi Allegra, Lo Stress, Laterza
  • - Umberto Galimberti, Dizionario di psicologia, UTET


 








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