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La depressione


La depressione, o disturbo depressivo, è un'alterazione del tono umorale accompagnata da stati di tristezza profonda, carenze di autostima ed energia, deficit dell'attenzione, disturbi alimentari e del sonno o comportamenti autopunitivi. Non esiste una sola depressione, ma tante "depressioni" caratterizzate da una diversa fenomenologia e indotte da cause differenti.

Esiste anzitutto una depressione endogena, ossia che nasce dall'interno, da cause o moti interni all'individuo; c'è poi una depressione reattiva, legata ad avvenimenti esterni come un lutto o un evento traumatico, quindi di carattere psicogeno. In altri casi la depressione può essere prevalentemente somatogena, conseguente all'insorgere di una malattia o di un disturbo. In tutte le circostanze la depressione altera l'attività intellettiva, emotiva e somatica dell'individuo modificando la percezione di sè ed interferendo nelle relazioni sociali, nella capacità di adattamento e sull'autoimmagine.

Episodi depressivi sono comuni nella vita di tutti, specie in reazione a qualche evento vissuto come traumatico. Quando la durata degli episodi depressivi si allunga nel tempo contagiando l'umore in modo significativo, allora si parla di disturbo depressivo, per il quale è opportuno rivolgersi a uno psichiatra.

Storia breve della depressione

Nell'antichità si utilizzava il termine malinconia (o melanconia, melancolia) per fare riferimento agli stati depressivi, non di rado associati al turbamento dell'artista. Mèlaina cholé era la bile nera o atrabile, uno dei 4 umori identificato da Ippocrate e caratterizzato dal secco e dal freddo. Grandi filosofi come Seneca e Plutarco accennarono nei loro scritti al mal di vivere, proponendo anche delle "ricette" per uscirne. In seguito, durante il medioevo, gli stati melanconici furono associati alla presenza del demonio, specie del demone meridiano, e richiedevano dunque veri e propri esorcismi.

In una famoso quadro di Albrecht Dürer del 1514 la melancolia è rappresentata con il viso corrucciato, sorretto da una mano, e circondata da oggetti che rimandano al temperamento saturnino, dominato dal pianeta Saturno.Anche Freud studiò gli stati depressivi, ma fu lo psichiatra Adolf Meyer a coniare il termine depressione nei primi anni del 900. Carl Gustav Jung, il più celebre allievo di Freud, vide nella depressione il contenimento di una forte energia psichica incapace di liberarsi, a causa di uno o più "blocchi".

Caratteristiche della depressione

La depressione è il polo opposto dell'euforia e degli stati euforici, il cui culmine è la mania. Nella manifestazione di stati depressivi possono incidere un'ampia gamma di fattori, sia ereditari che ambientali, anche se l'attraversamento di piccole fasi depressive è un fenomeno piuttosto comune. Quando il soggetto non riesce ad affrontare ed elaborare i momenti depressivi allora si entra nelle forme psichiatriche, che vanno trattate da uno specialista.

E' stato dimostrato, comunque, che la predisposizione genetica gioca un ruolo determinante nell'insorgere della depressione.

Negli stati depressivi possono manifestarsi diversi tipi di disturbi, la cui incidenza può essere più o meno rilevante e manifesta. Frequente è l'abulia, con una mancanza di iniziativa più o meno totale da parte del soggetto, assenza di progettualità, attività mentale pigra e poco lucida. Compaiono ad esempio disturbi di tipo somatico e neurovegetativo come insonnia, inappetenza, disinteresse rispetto al sesso fino a disfunzioni biliari; quindi disturbi affettivi, come la cupezza, la tristezza, il non interesse per la vita e il disprezzo di sé; possono poi comparire sia tendenze suicide che desideri di morte, che in una percentuale abbastanza elevata di casi (gli studi dicono che la probabilità si aggira attorno al 10%) conducono concretamente al suicidio. Ecco perchè la depressione va individuata in tempo e non sottovalutata.

Curare la depressione

Il trattamento degli stati depressivi può essere effettuato con adeguate terapie farmacologiche, psicoterapia o psicanalisi, a seconda dei casi e della gravità del disturbo. La terapia farmacologica va strutturata sulla tipologia di depressione, quindi non esiste una terapia standard valida per tutti, e spesso bisogna provare diversi farmaci per verificarne la risposta. Sarà lo psichiatra a scegliere quali farmaci utilizzare, in quali quantità e per quanto tempo, in relazione alla tipologia di depressione ed anche all'insorgenza di eventuali effetti collaterali.

La terapia per curare la depressione si articola solitamente in 4 fasi, due di intervento prioritario, per eliminare i sintomi della depressione e riportare il paziente a uno stato di benessere, e due di mantenimento, per evitare ricadute e consolidare il nuovo stato raggiunto. Sono curabili sia le depressioni acute che quelle più lievi, ma intervenire in modo tempestivo è sempre d'aiuto.

L'utilizzo dei farmaci si è rivelato molto efficace nei casi più acuti poichè si agisce sulle modificazioni chimiche del cervello, in modo diretto. La terapia farmacologica è attualmente la più diffusa per trattare le depressioni, e si può avvalere di diverse tipologie di farmaci, dai classici antidepressivi agli inibitori delle monoaminoossidasi, dai bloccanti di serotonina alle Benzodiazepine.

L'alternativa agli psicofarmaci è un percorso di psicoterapia, privilegiando uno dei tanti approcci per il trattamento della depressione, da quello psicodinamico al cognitivo-comportamentale e via di seguito. La psicoterapia è più indicata per le depressioni lievi, e può aiutare l'individuo a ritrovare interesse per le attività quotidiane e la propria progettualità, specie nel caso di depressione reattiva.

Depressione e tecniche alternative

Studi recenti mostrano come dal 2001 sia più che raddoppiato in tutto il mondo il consumo di antidepressivi, segno che la gestione delle pulsioni viene sempre più affidata ad un farmaco. Ma quella farmacologica non è certo l'unica via per guardare all'uscita dagli stati depressivi.

Numerosi studi condotti negli ultimi anni hanno verificato l'influenza positiva della meditazione sul trattamento degli stati depressivi, specie quando associata a un percorso psicoterapeutico. Pare infatti che la meditazione sia utile per favorire il recupero del paziente e prevenire l'insorgere di nuovi episodi depressivi, lavorando sulla consapevolezza e l'attenzione alla propria dimensione interiore. Gli ultimi studi (2012) dell'Università di Oxford, dipartimento di Psichiatria, hanno verificato come l'ultilizzo della MBCT (Mindfulness Based Cognitive Therapy) contribuisca a regolare il funzionamento dell'amigdala e dell'Insula, due aree del cervello il cui iperfunzionamento è legato a stress e stati emotivi.

La meditazione, riportandoci a noi stessi, avrebbe la capacità di stimolare la consapevolezza e guadagnare un distacco e una calma più lucidi e stabili rispetto alle nostre tempeste interiori. Non una panacea dall'effetto immediato, dunque, ma uno strumento da coltivare con perseveranza e attenzione, meglio se affiancati da un buon terapeuta.

Libri sulla depressione

  1. A cura di P.Morosini, La depressione. Che cosa è e come superarla, Avverbi
  2. AA. VV., Ritrovare la serenità. Come superare la depressione attraverso la consapevolezza, Raffaello Cortina Editore
  3. Cheri Huber, Il dono della depressione. Il male oscuro come opportunità di crescita spirituale, Mondadori
  4. Emanuela Muriana, Laura Pettenò, I volti della depressione. Abbandonare il ruolo della vittima grazie alla psicoterapia in tempi brevi, Tea
  5. Grazia Deledda, Il segreto dell'uomo solitario, Ilisso
  6. Giuseppe Berto, Il male oscuro, BUR
  7. Roberto Pagnanelli, La depressione, Edizioni il Punto d'Incontro
  8. Tiziana Verbitz, I volti della depressione, Ponte Alle Grazie


Film sulla depressione

  1. Il giardino delle vergini suicide di Sofia Coppola
  2. Maternity Blues di Fabrizio Cattani
  3. Melancholia di Lars Von Trier
  4. Mr. Beaver di Jodie Foster
  5. 5 giorni fuori di Ryan Fleck e Anna Boden
  6. Kill Me Please di Olias Barco
  7. L'uomo senza sonno di Brad Anderson
  8. The Hours di Stephen Daldry

 








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