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Agopuntura


Il termine agopuntura già lascia intendere quali siano gli strumenti privilegiati da questa disciplina, oltre alle sue particolari modalità di esecuzione. Inclusa oggi tra le “medicine non convenzionali”, l'agopuntura si avvale infatti di piccoli aghi per riequilibrare il campo energetico dell'individuo, seguendo le direttive dell'antica medicina cinese sui meridiani, il Qi, lo Yin e lo Yang.

Per conoscere storia e teoria dell'agopuntura bisogna comprendere, almeno sui generis, le basi della filosofia taoista.

Storia dell'agopuntura

針灸, l'agopuntura, nasce in Cina in un periodo non meglio definito, forse nel III secolo a.C. Le sue origini sfumano nella leggenda, mentre le testimonianze archeologiche attestano l'uso di aghi e pietre affilate già dal II° millennio a.C.

Quel che è certo è che la pratica dell'agopuntura colpì la fantasia dei primi missionari portoghesi, mentre solo nel XVII secolo abbiamo il primo trattato sull'agopuntura scritto da un europeo, tale Willem ten Rhijne.

L'ingresso dell'agopuntura in Occidente è piuttosto recente. Alcuni episodi, come la visita di Nixon in Cina nel '72 ed altre iniziative culturali, tra cui il riconoscimento nel '77 dall'OMS, hanno contribuito all'affermazione di questa pratica in Europa ed America.

Dal 2010 l'agopuntura è Patrimonio Culturale Unesco, anche se la validità scientifica delle tecniche è ancora in parte da dimostrare.

Taoismo, medicina cinese ed agopuntura

Il funzionamento dell'agopuntura richede la conoscenza delle basi dell'antica medicina cinese, di matrice taoista.

Pilastro del pensiero cinese è la contrapposizione dei principi Yin e Yang, in realtà complementari ed individuabili in ogni fenomeno. Yin e Yang, banalmente il femminile/buio/passivo ed il maschile/caldo/attivo, sono i principi supremi dell'universo che si armonizzano nel Tao, concetto fondamentale del taoismo da intendere come unità degli opposti, Tutto che è maggiore della somma delle singole parti. Il Tao è anche “la Via”, il Principio, la Conciliazione, un concetto che sfuma in formulazioni molto astratte e filosofiche ma che i cinesi sono abili a collegare ad eventi concreti e reali.

Tutti i fenomeni corporei, nella medicina cinese, sono anzitutto spiegabili in termini di Yin e Yang, quindi come rapporti di forze, equilibri e squilibri. Nella visione taoista, dunque, la malattia è nient'altro che uno squilibrio organismico, il non-allineamento tra i diversi sistemi che compongono il sistema-uomo.

Come funziona l'agopuntura?

L'uomo taoista è un tutto, un'unità olistica in cui ciascuna parte contribuisce all'equilibrio dell'intero sistema, e non può essere trattata se non in considerazione di ogni singola parte.

L'utilizzo di aghi a scopo curativo è legato alla teoria dei meridiani, “canali” che attraverserebbero l'intero corpo umano consentendo la circolazione del Qi, l'energia vitale. Il cattivo flusso del Qi, quindi i blocchi e le “deviazioni”, sarebbe all'origine della malattia. E l'intervento sui meridiani (se ne contano 14 di principali) sarebbe in grado di ripristinare, se correttamente eseguito, il flusso energetico della salute.

Quella che può sembrare, su due piedi, una teoria un pò strampalata, è in realtà un'accuratissima disciplina sviluppata in secoli di tradizione e pratica, molto dettagliata nelle sue modalità di applicazione e intervento.

Ad ogni meridiano, infatti, corrisponde un organo (zang fu), e nella disposizione dei meridiani c'è sempre una mirabile simmetria: divisi in Yin e Yang, i meridiani sono accoppiati e minuziosamente descritti nelle tavole anatomiche degli agopuntori.

Il trattamento di agopuntura si svolge sui meridiani principali o sui meridiani detti “addizionali”, con un'ampia gamma di tecniche (anche ibride) ed indirizzi di pratica.

Il “punto” dell'agopuntura, ossia l'area specifica da pungere con l'ago, è detto “agopunto” ed è localizzato dove meridiani ed organi (zang fu) diventano superficiali. Lungo il corpo umano sono individuati 361 agopunti dei meridiani principali, alcuni punti straordinari esterni ai meridiani e i cosiddetti “punti Ashi”, sensibili al tatto e dalla distribuzione soggettiva.

L'agopuntore professionista conosce le caratteristiche di tutti gli agopunti localizzati lungo i 14 meridiani, raggruppati a seconda che si trovino sulla testa, alle estremità del corpo o sul tronco.

In agopuntura esiste un termine specifico per indicare la reazione all' “attivazione” con l'ago: si chiama De Qi, ed indica la sensazione di “arrivo dell'energia” che il paziente avverte, ed il medico agopuntore è tenuto a provocare. Dopo l'arrivo di questa sensazione, avvertita come piccola scossa, formicolio o torpore, il medico può intervenire nella manipolazione dell'ago secondo modalità molto specifiche e particolareggiate.

La seduta di agopuntura

La seduta classica di agopuntura ha una durata variabile, ma di solito si attesta attorno ai 30-60 minuti. Il medico agopuntore, che ha precedentemente visitato il paziente e stabilito il trattamento da eseguire, lo fa distendere su un comodo lettino, generalmente in un ambiente piacevole e rilassante.

Quindi comincia la seduta vera e propria, durante la quale è anche possibile addormentarsi e le tensioni vanno facilmente via. Il medico utilizza un numero limitato di aghi manovrandoli e lasciandoli in posa per gran parte del tempo, ma il loro inserimento nella pelle non provoca alcun tipo di fastidio o dolore.

Solitamente un trattamento di agopuntura non si limita ad una sola seduta, ma può prevedere più incontri a seconda del caso da trattare. Frequenti sono i cicli di 10 sedute, che consentono di verificare l'effettiva risposta alla terapia e le sue eventuali ricalibrazioni.

Benefici e rischi dell'agopuntura

Sottoposta a numerosi studi scientifici di varia complessità, l'agopuntura è ancora oggetto di critiche che riguardano la sua effettiva validità scientifica. C'è da dire che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha attestato con verifiche sperimentali la validità dell'agopuntura per una serie specifica di problematiche: dolori al ginocchio, mal di testa, depressione, coliche, ma anche artrite reumatoide, lombalgia, dismenorrea primaria, rinite allergica e molte altre.

L'azione degli aghi lungo i vasi sanguigni è quindi benefica in presenza di numerose malattie, agendo contemporaneamente sia sul piano fisiologico che psicologico (a causa della produzione di serotonina e dopamina) .

In Italia l'agopuntura può essere praticata solo da medici laureati, quindi richiede una formazione medica tradizionale oltre ad una specializzazione specifica per agopuntori. È fondamentale dunque, prima di consultare un agopuntore, accertarsi sulla formazione medica per garanzia di serietà professionale.

Le critiche all'agopuntura citano i sospetti di effetto placebo, la non validità scientifica dei suoi presupposti medici, l'affinità con dubbie pratiche di medicina “alternativa” e le numerose esperienze fallimentari di verifica dell'efficacia di tecniche agopuntoree.

C'è da dire che l'agopuntura resta comunque una pratica poco invasiva e quasi priva di rischi. Un'eccezione potrebbe riguardare l'utilizzo, da parte di agopuntori poco onesti, di aghi non sterili, ma si tratta di eventualità rare e difficili da incontrare nel lavoro di un professionista.

Agopuntura e agopressione

Affine all'agopuntura per i suoi presupposti teorici, l'agopressione fa a meno degli aghi ricorrendo invece alla semplice pressione delle dita, con le medesime finalità curative.

Ancor meno invasiva dell'agopuntura, può richiedere anche l'utilizzo di strumenti specifici in metallo o in legno, o essere effettuata con tappetini chiodati che intervengono a stimolare specifici punti.

 








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