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La magnetoterapia: guarire con il magnetismo


Il magnetismo: storia di un'energia misteriosa

I minerali magnetici sono il prodotto di millenni di evoluzione e di trasformazioni del Pianeta. La storia ci ricorda quanto antica sia la conoscenza del magnetismo: Magnes, antico pastore di Creta, secondo la leggenda fu “calamitato” da una roccia mentre conduceva il suo gregge in montagna.

L'utilizzo dei magneti e del magnetismo per la pratica terapeutica sembra essere molto antico. Già gli Egizi, probabilmente, conoscevano i magnetismo, il cui studio fu poi approfondito dai Greci e dai Romani. Paracelso, il medico-mago del Rinascimento, fu tra i primi a parlare di “forza terapeutica del magnete”, sperimentando le prime applicazioni pratiche.

Veri e propri studi pre-scientifici compaiono nel 700, con i lavori di Biot, Savart ed Ampere. Quasi in contemporanea si afferma il magnetismo animale di Mesmer, che attribuisce al corpo umano la capacità di dirigere e concentrare un misterioso “fluido magnetico”.

Ma cos'è esattamente il magnetismo?

Comprendere il magnetismo senza essere dei fisici è più semplice di quel che sembra, se ci atteniamo solo ai principi di base. Il magnetismo, anzitutto, è un fenomeno fisico. Ossia un fenomeno che si verifica in specifiche condizioni della materia all'interno dello spazio. Nel linguaggio fisico si parla in tal senso di campi magnetici, ovvero di aree dello spazio dove si manifestano ed agiscono specifiche forze. Queste forze hanno una sorgente, il cui esempio più semplice è il magnete.

Semplificando, il magnetismo è una proprietà legata ad alcuni corpi (detti magneti o calamite), che consente loro di attrarre materiali ferrosi. Esistono magneti naturali come la magnetite, minerale dalle elevate proprietà magnetiche; ma forze magnetiche possono essere generate anche da magneti artificiali (leghe metalliche), correnti elettriche e campi elettrici. Il magnete ha due estremità, dette poli magnetici (polo Nord e polo Sud); mettendo a contatto due calamite, gli stessi poli si respingeranno, mentre poli opposti si attrarranno. In fisica poi il discorso si complica, con la distinzione tra magnetostatica (fenomeni stabili nel tempo) ed elettrodinamica, dagli studi di Maxwell ed Einstein.

Potrà servirci, per i paragrafi successivi, la nozione di elettromagnetismo: con questo termine si identifica una branca della fisica che osserva e studia interazioni e relazioni tra elettricità e magnetismo. La forza di un campo magnetico, detta anche induzione magnetica, si esprime in Tesla. Nel sistema CGS (centimetro-grammo-secondo) essa invece è espressa in Gauss.

Che cos'è la magnetoterapia?

La magnetoterapia è una disciplina relativamente recente, che ricorre a magneti e campi elettromagnetici per la cura di svariate affezioni e malattie anche gravi. Se ne distinguono solitamente tre tipi:

  1. Magnetoterapia statica;
  2. Magnetoterapia a bassa frequenza;
  3. Magnetoterapia a radio (alta) frequenza;


La magnetoterapia statica ricorre al semplice uso di piccoli magneti da applicare sul corpo del paziente. I magneti vengono concentrati sulla zona da trattare, e tenuti addosso durante i trattamenti o anche per intere giornate. L'efficacia di queste terapie e la relativa scientificità non sono attualmente provate da studi approfonditi, attirando dunque le diffidenze dei più scettici.

La magnetoterapia a bassa frequenza usa campi magnetici con densità di flusso maggiore (da 50 a 300 Gauss circa), mentre la magnetoterapia ad alta frequenza usa onde radio a brevi impulsi (frequenze dai 18 ai 900 Mhz). La magnetoterapia classica distingue le applicazioni magnetiche in base ai poli utilizzati. C'è quindi una magnetoterapia monopolare (uso di un solo polo), bipolare (uso di entrambi i poli), unipolare (emissione da un unico polo di impulsi + e -).

Guarire con il magnetismo e la magnetoterapia

Gli studiosi di magnetoterapia ed elettromagnetoterapia fanno riferimento agli studi di Rawels, Roy e Barmothy, che avrebbero dimostrato l'effetto terapeutico sulle cellule dell'energia magnetica. In quest'ottica la cellula è vista come un sistema elettromagnetico in equilibrio, il cui decesso corrisponde ad una modificazione della carica elettromagnetica cellulare (stabilita in 0,8 microvolt). La malattia coinciderebbe con una diminuzione della carica elettromagnetica della membrana cellulare, il rivestimento che separa la cellula dal suo ambiente esterno. La magnetoterapia, dunque, avrebbe l'obiettivo di rigenerare le cellule stimolandone il metabolismo.

Le patologie e i disturbi trattati con la magnetoterapia sono principalmente artrosi, cefalea, asma, dolori muscolari, ferite, fratture e problemi alle ossa, ma anche mal di denti o problematiche più gravi come il cancro. Non è raro incontrare magnetoterapeuti che utilizzano i magneti in combinazione con altre terapie alternative, come il Reiki o i fiori di Bach.

In sintesi, la magnetoterapia avrebbe effetti benefici su tutto il corpo, in particolare sul sangue (apporto regolarizzato per i vari organi, dissoluzione del colesterolo) ma anche sulla respirazione, il sistema immunitario e la memoria, ripristinando lo stato di salute. Alcuni magnetoterapeuti propongono l'utilizzo di acqua magnetizzata, con presunte proprietà depurative.

Le critiche rivolte alla magnetoterapia sottolineano l'insufficienza dei campi magnetici per apportare interventi all'organismo, oltre a rimarcare la mancanza di studi scientifici seri a riguardo.

 








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