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Il caffè fa bene?


Il caffè è tra le bevande più popolari e consumate al mondo, un'istituzione anche in Italia dove ha fatto fortuna sin dal 500. Ma possiamo dire che il caffè fa bene?

Amatissimo dagli italiani, il caffè è la bevanda della pausa per eccellenza, conosciuta e consumata in occidente sin dal Cinquecento. Ma quanto è sano consumare caffè tutti i giorni? Qual'è la dose consigliata dagli specialisti? Possiamo dire a tutti gli effetti che il caffè fa bene?
Era il lontano 1570 quando un botanico padovano, tale Prospero Alpino, raggiunse Venezia con profumatissimi sacchi di caffè, provenienti direttamente dall'Oriente. E fu proprio a Venezia che nacquero le prime botteghe del caffè, dove la scura bevanda si trasformò da bene di lusso a drink nazionalpopolare.

Oggi il caffè è prodotto e consumato in diverse parti del mondo, preparato in decine di varianti nazionali e regionali. L'Italia oscilla tra la 3a e la 4a posizione per consumo annuale di caffè, dopo Stati Uniti, Germania e Giappone, con una media di circa 3 tazzine giornaliere. Uomini e donne in Italia bevono caffè principalmente di mattina, al bar o in casa propria, oppure a fine pasto, sia liscio che zuccherato, “macchiato” con panna e latte o corretto. E' il nord-ovest della Penisola la zona in cui si consuma più caffè, seguita a ruota dal centro, con il sud a sorpresa solo in coda. Si beve caffè per abitudine, per tradizione, ma soprattutto per il potere eccitante della bevanda, preparata sia con la moka che con le macchinette del bar. Ma quali sono le proprietà del caffè? Possiamo sostenere che il caffè fa bene, e in che quantità?

La caffeina ed i suoi effetti.

La caffeina è la componente del caffè che conferisce alla bevanda effetti stimolanti sul sistema nervoso. In soldoni, è grazie alla caffeina che un buon espresso ci tiene più svegli ed attivi, facilitando la concentrazione e allontanando la stanchezza.Contenuta anche nel tè e nel cacao, la caffeina è nient'altro che un alcaloide naturale, presente nel caffè per circa 80 mg ogni 10 cl (ovvero una tazzina da bar). Voce di popolo vuole che il caffè casalingo sia più leggero di quello del bar. Sarà vero? Niente affatto: la quantità di caffeina contenuta nella bevanda dipende infatti dai tempi di estrazione, dal tipo di miscela e dalla quantità di caffè utilizzata. E non conta certo se il caffè è “lungo”: non si tratta, infatti, di una questione di volumi.

Il segreto per evitare controindicazioni e usufruire dei benefici di questa bevanda è la moderazione. 2-3 tazze di caffè al giorno sono quel che si dice una dose moderata poichè contengono circa 250-300 mg di caffeina, discretamente tollerata dall'organismo. Il consumo va tuttavia relazionato al regime dietetico, considerando ad esempio se stiamo assumendo alimenti o farmaci a base di caffeina, e alla nostra tolleranza in generale agli effetti della bevanda.

Le controindicazioni? Assumere troppa caffeina può indurre tachicardia, aritmie, ipertensione, ansia, rendere difficile il sonno e stimolare acidità di stomaco (in questo caso specialmente quando si beve caffè a stomaco vuoto). Il consumo di quantità eccessive di caffeina porta facilmente alla tolleranza, ma anche all'aumento delle secrezioni acide gastriche, che a lungo andare possono condurre a disturbi come il reflusso gastroesofageo e l'ulcera.

Se ne sconsiglia l'assunzione anche in gravidanza e durante l'allattamento, poichè la caffeina è trasmessa all'organismo con il latte materno. In quantità moderate, invece, la caffeina può fungere da digestivo stimolando le secrezioni, ci rende più attivi e resistenti per le attività motorie e può essere d'ausilio in presenza di allergie. Rispetto a quest'ultimo punto ci sono studi della Wonkwang University, in Sud Corea, che dimostrano l'effetto benefico del caffè sui sintomi di alcune allergie (ad esempio, alla frutta secca) o addirittura preventivo rispetto agli shock anafilattici.

Ci sono delle patologie e dei disturbi pei i quali è apertamente sconsigliata l'assunzione di caffè. Parliamo ad esempio di gastriti, malattie da reflusso, ulcera peptica, stress e ansia, insonnia, ipercolesterolemia, aritmie cardiache, ipertensione arteriosa. In questi casi può fungere da sostituto del caffè un buon caffè decaffeinato o il caffè d'orzo. Per qualsiasi dubbio, non esitiamo a chiedere al nostro medico di fiducia!

I benefici del caffè

Pareri medici e studi scientifici non sempre vanno a braccetto quando si parla di caffè. Nuove ricerche vengono pubblicate ogni anno, su aspetti sempre più specifici legati al consumo di caffè o ai suoi effetti, specie in campo medico. Ma non esiste consenso univoco sul fatto che il caffè faccia bene. Le variabili sono tante, anche perchè esistono decine di ricette per preparare il caffè in giro per il mondo.

Una ricerca pubblicata sull'International Journal of Cancer ha attestato, ad esempio, che il consumo di caffè ridurrebbe le possibilità di tumori all'endometrio, mucosa che protegge la cavità uterina al suo interno. Altre ricerche hanno evidenziato gli effetti potenzialmente protettivi del caffe contro alcune tipologie di cancro, ma le evidenze scientifiche allo stato attuale non sono sufficienti per stabilire con certezza una relazione di causa-effetto. E' oggi allo studio il rapporto tra il consumo di caffè e la vivacità delle funzioni cognitive nella terza età, così come la relazione tra consumo di caffè e Parkinson o diabete tipo 2, per i quali la bevanda pare abbia effetti benefici e protettivi. In sintesi, dunque, quanto caffè è meglio bere? E' evidente che il consumo di caffè va relazionato ad un gran numero di fattori, e non è possibile esprimere un giudizio di valore sulla bevanda e le sue proprietà. Come prepariamo il caffè? Quanto zucchero aggiungiamo? Lo preferiamo lungo o corto? Com'è la nostra salute? Da quanto tempo beviamo caffè? Tutte queste variabili incidono in modo determinante sull'effetto del caffè, quindi sulla risposta del nostro organismo a breve e lungo termine.

La regola sine qua non è sempre quella di non esagerare, mantenendosi al massimo sulle 2-4 tazzine giornaliere. Può rivelarsi utile ricorrere a zuccheri come il fruttosio o lo zucchero di canna grezzo, preferire miscele a minor contenuto di caffeina e acquistare caffè del commercio equo e solidale, dove la sostenibilità ed il rispetto dei lavoratori vengono al primo posto.Oltre alla salute, infatti, un consumatore sensibile sarà anche attento alla sostenibilità dell'azienda produttrice ed alla trasparenza dei suoi metodi di produzione.

Libri sul caffè

Storia del caffè - Pendergrast Mark
L'aroma del mondo - Illy Elisabetta
Sua Maestà il Caffè - Semino Pietro
La Tazzina del diavolo. Viaggio intorno al mondo sulle vie del caffè - Allen Stewart L.
Caffè. Piccola guida alla bevanda stimolante più diffusa nel mondo - Berman Karen


La citazione
Gli Imam si lamentavano che le loro moschee erano vuote, mentre le botteghe del caffè erano sempre piene.
Alexandre Dumas

 








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