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Stipsi o stitichezza


Che cos'è la stipsi?

La stipsi, altrimenti nota come stitichezza, è un disturbo che comporta l'evacuazione ritardata, insufficiente o difficoltosa delle feci. Più in generale la stipsi può avere diverse cause o fattori scatenanti, di tipo funzionale, organico o psicosomatico, e tendere a cronicizzarsi presentandosi con una certa frequenza.

La distinzione basilare da effettuare individua una stipsi sintomatica (o secondaria) ed una stipsi primitiva (o funzionale). Nel primo caso la stitichezza è tra le manifestazioni di una specifica patologia, rispetto alla quale si manifesta come sintomo (ad esempio emorroidi, ragadi, intestino irritabile ed altro). Nel secondo caso, invece, il disturbo è legato in prevalenza ad una scorretta alimentazione e/o alla sedentarietà.

Un'attività intestinale regolare consente almeno 3 evacuazioni a settimana: se la frequenza è inferiore, è giusto considerare come ipotesi la stitichezza. Ancora, è possibile individuare numerose declinazioni del disturbo a seconda delle caratteristiche specifiche con cui si presenta.

Le cause della stitichezza

I fattori che causano la stipsi possono essere sia di tipo endogeno (quindi predisponenti), che esogeno, ovvero conseguenti ad un'alimentazione scorretta (troppo ricca ad esempio di cibi raffinati e poveri di scorie) e/o ad eccessiva sedentarietà. Altre cause? L'assunzione insufficiente di acqua, lo stile di vita frenetico ed irregolare tipico della nostra società ed un rapporto non corretto con lo stimolo della defecazione, spesso ignorato e rimandato. A tutto questo si unisce il peso non indifferente di fattori di tipo emotivo, che affronteremo alla fine di questo articolo.

Quando le cause sono organiche, la stipsi può essere legata anche a problematiche dell'intestino, del pancreas o del retto, da appofondire con visita medica specialistica.

Nelle donne, infine, la stipsi può presentarsi dopo la gravidanza, come riduzione dello stimolo a defecare conseguente ad un rilassamento dei muscoli addominali.

La stipsi nel bambino

Non è infrequente la manifestazione stitica nel bambino, sin dall'età più tenera. Le cause più comuni sono legate alle prime esperienze di evacuazione del piccolo, percepite come dolorose. In questi casi il bambino può ritardare ad libitum l'espulsione delle feci per evitare, appunto, l'esperienza dolorosa già sperimentata.

Grazie all'intervento pediatrico è possibile ripristinare un'evacuazione regolare somministrando farmaci specifici, ed educando il piccolo ad assumere posizioni più comode all'atto dell'evacuazione.

Alcuni rimedi per la stipsi

Qualora compaiano i sintomi della stipsi è buona norma consultare un medico, per individuarne la cause in modo più specifico. Tra i rimedi più comuni e non farmacologici si suggerisce un'attività fisica semplice, preferibilmente camminata a ritmo accelerato protratta per almeno 20 minuti, ed effettuata lontana dai pasti. A questa si può aggiungere (previo consulto medico, ricordiamo) qualche esercizio semplice di ginnastica.

L'alimentazione, in caso di stitichezza, va integrata con alimenti ricchi di fibre: verdure crude e cotte, crusca, cereali, pane integrale, frutta, e un'assunzione regolare di liquidi (acqua, succhi di frutta ecc.), o anche integratori di fibre alimentari. Per l'utilizzo eventuale di lassativi catartici o salini è sempre meglio chiedere un parere medico specialistico, poichè tali prodotti tendono a causare assuefazione o creare problemi al colon.

Stipsi e psicologia

Anche la stipsi può avere una sua caratterizzazione di tipo psicosomatico, che la psicologia è in grado di leggere in modo adeguato. Le manifestazioni stitiche, infatti, vanno sempre lette come il sintomo di qualcos'altro, che spesso coincide con un conflitto interpersonale o intrapersonale.

La psicosomatica legge i sintomi in chiave simbolica ed analogica: in tal modo la stipsi, ovvero la "chiusura", la "difficoltà di passaggio" delle feci, va a coincidere con una difficoltà di tipo emotivo e comunicativo. Secondo questa lettura lo stitico ha un atteggiamento difensivo, concede poco sè stesso e in determinati contesti non riesce a lasciarsi andare, "trattenendo" tutto dentro.

L'intestino, come tutti i nostri organi, è infatti sensibile allo stress emotivo ed ai piccoli traumi della quotidianità, che su di esso possono rispecchiarsi con una forza specifica. La soluzione? Un percorso di psicoterapia che ci aiuti a prendere consapevolezza dei nostri problemi, sciogliendo i tanti piccoli nodi che inibiscono la serenità.

 








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