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Trekking ed escursionismo


La nascita del trekking

Camminare è un'attività naturale, spontanea e alla portata di tutti. Nell'arco della sua breve storia, l'uomo ha camminato per infinite distanze ed infiniti motivi: la guerra, il commercio, la ricerca di pianure fertili, la transumanza o semplicemente la ricerca del cibo.

Oggi, specie nell'Occidente civilizzato, non si cammina quasi più per necessità. Ma il piacere di percorrere ampi spazi, allontanarsi dalla civiltà e riscoprire il contatto con la natura è un atto salutare e terapeutico, in grado di rigenerarci e metterci in contatto con noi stessi.

Il trekking e l'escursionismo nascono da questa esigenza: desiderio di scoperta, ma anche di evasione, di contatto con la natura meno antropizzata.

La parola trekking deriva dall'olandese trekken, che vuol dire tirare e fa riferimento ai carri trascinati dai buoi. Il termine, inizialmente usato in altri ambiti, ha finito per indicare dagli anni 50 l'escursionismo “avventuroso”, ovvero lunghe camminate di più giorni e spesso in condizioni climatiche non facili.

Trekking ed escursionismo: analogie e differenze

Trekking ed escursionismo sono i due termini più utilizzati per indicare il camminare in natura. Eppure hanno sfumature diverse e sono utilizzati per indicare esperienze che, pur accomunate dall'atto di camminare, si articolano diversamente.

Il trekking è una camminata di più giorni, da effettuare a piedi (o anche a cavallo) attraverso sentieri, mulattiere o stradine, pernottando spesso in loco con tende o ricercando giacigli naturali.

L'escursionismo, invece, fa riferimento all'esperienza giornaliera dell'escursione, ovvero la classica “uscita fuori porta” di un solo giorno, che può però assumere i connotati di una vera avventura su percorsi di elevata difficoltà.

Sebbene in tanti le usino come sinonimi, queste due parole sono ben distinte nella lingua inglese, dove esiste il trekker e l'hiker, ovvero il camminatore giornaliero che pratica hiking. Le attività “all'aria aperta”, invece, sono generalmente classificate nel calderone dell'outdoor.

L'abc dell'escursionismo

L'escursionismo, come la camminata, è alla portata di tutti. Perchè per uscire in escursione non serve scalare il Monte Bianco: basta cominciare gradualmente con sentieri facili ed agevoli, o mantenersi dell'ottica di brevi e riposanti passeggiate.

Chi non ha esperienza di escursionismo può farsi accompagnare da qualche amico o conoscente più esperto, per prendere confidenza con il terreno naturale e le sensazioni legate all'uscita in natura.

I ritmi frenetici della città, la vita sedentaria e la routine sono per alcuni un vero anestetico, e riscoprire la freschezza dell'ambiente naturale rivelerà il suo potere rigenerante per il corpo e la mente.

L'escursionismo si può praticare su sentieri brevi o lunghi, sterrati o poco battuti; può scegliere itinerari già battuti o inventarne di nuovi; può prevedere lunghe soste o articolarsi in numerose tappe giornaliere.

Dove praticarlo? Fuori città, anzitutto. In ambiente collinare, in montagna, ma anche lungo la costa o addirittura nei centri abitati, specie in quelle cittadine che possiedono un bel centro storico. Si può camminare in tutte le stagioni: l'estate è indicata per l'alta montagna, la primavera e l'autunno regalano colori magnifici e un clima più mite; l'inverno, invece, è ideale per le ciaspolate e lo sci di fondo, ma anche le camminate a bassa quota o sulle coste (in questa stagione davvero meravigliose perchè isolate e prive di bagnanti).

Abbigliamento ed attrezzatura dell'escursionista

Trekking ed escursionismo richiedono, come tutti gli sport, una serie di accorgimenti e cautele per rendere la pratica agevole e sicura. Che si facciano brevi passeggiate o lunghe escursioni, non si può lesinare su 3 elementi: le scarpe, lo zaino ed il vestiario.

Un giro nei negozi dedicati vi mostrerà quante tipologie di scarpe da trekking esistono: sandali da trekking, scarpe da escursionismo leggero, scarpe alte da trekking, ma anche scarpe ultraleggere per avvicinamento alla roccia, o calzature multifunzionali per diverse tipologie di esperienza. La scelta della scarpa va effettuata in relazione al tipo di escursioni che intendiamo fare: per i trekking più impegnativi è indispensabile scegliere scarpe di buona qualità, meglio se con suola in vibram, alte per proteggere la caviglia da distorsioni. La scarpa deve garantire un'ottima aderenza al terreno, impermeabilità quando necessario, protezione, circolazione dell'aria e comfort.

Secondo must del trekker è lo zaino: la sua capacità si misura in litri, in base al volume occupabile. Dimensioni e caratteristiche tecniche dello zaino cambieranno in base al tipo di escursioni che intendiamo effettuare: se per l'escursionismo giornaliero van bene zaini sui 20-30 litri, il trekking di più giorni può richiedere dai 60 ai 100 litri di zaino, o anche di più per le spedizioni di un certo impegno. Il trekker imparerà, in seguito, come distribuire correttamente il peso, inserendo sul fondo gli oggetti più leggeri e tenendo a portata di mano gli oggetti d'uso frequente.

E l'abbigliamento? Anche qui è da scegliere in base alle condizioni metereologiche che incontreremo sul luogo dell'escursione, tenendo presenti alcune indicazioni di massima. La prima: specie in montagna, è sempre bene vestire “a cipolla”, in modo da liberarsi velocemente di un indumento. Scegliamo un intimo traspirante, con pantaloni leggeri in estate e protettivi ma specifici in inverno. Per ripararci dal vento e dal freddo, scegliamo giacche a vento poco ingombranti ma protettive e traspiranti, imbottite per affrontare il freddo. Indumenti indispensabili nel corredo del trekker sono il pile, caldo e comodo; il k-way e il poncho, utili contro la pioggia; guanti, copricapo, scaldacollo e calze in caso di freddo.

L'accessoristica del trekker, poi, è estremamente variegata: bussola, bastoncini, gps, ma anche sacchi a pelo, vettovaglie, tende, materassini, amache, coltellini multiuso ed equipaggiamento extra per esigenze particolari. A noi scegliere, anche in base alle reali esigenze, come arricchire il bagaglio, considerando che tutto quel che porteremo renderà più pesante lo zaino!

Allenamento ed alimentazione

Si può fare escursionismo e trekking a diversi livelli: se per una passeggiata di un paio d'ore l'allenamento richiesto è pressochè minimo, una traversata di 10 giorni richiede resistenza e un buono stato di salute, quindi una forma fisica almeno sufficiente.

Chi pratica o ha intenzione di praticare escursionismo e trekking non può non fare, almeno una volta l'anno, un esame ECG, per verificare il proprio stato di salute. Per il trekking base è sufficiente allenarsi camminando molto, anche in città, facendo un pò di stretching e magari occasionalmente del jogging. Il trekking di più giorni, invece, va preparato preferibilmente in palestra, prestando attenzione alla muscolatura del corpo tout court, ed effettuando escursioni medio-impegnative con una certa frequenza.

Anche l'alimentazione ha un ruolo di primo piano per l'escursionismo, prima, durante e dopo l'uscita. Mai partire per un'escursione a digiuno: è consigliabile bere molto sin dal giorno prima, e fare una buona colazione mista a base di frutta, pane, cereali, marmellate, miele e latticini, senza esagerare. Durante l'escursione ci si alimenta a piccole tappe, bevendo acqua in base ai liquidi persi (in estate è bene bere molto) e prima di sentire lo stimolo della sete (indicatore di un inizio di disidratazione). Molto comode sono le barrette energetiche, i biscotti e la frutta secca, meglio evitare gli alcolici perchè vasodilatatori.

Cartografia, orientamento, meteo e rischi

L'orientamento nel trekking richiederebbe, da solo, una trattazione specifica. C'è da ricordare che, specie per le escursioni più impegnative, si utilizza generalmente una mappa o un tracciato GPS, da seguire per evitare di smarrirsi. L'attrezzatura dedicata include in tal senso una bussola, ma anche un kit di sicurezza per le emergenze mediche o le situazioni di impasse.

I pericoli, durante le uscite outdoor, non sono rari: meteo avverso, sentieri difficili, cadute e distorsioni, ma anche animali selvatici ed insetti. Il kit base di pronto soccorso deve includere almeno qualche cerotto, fazzoletti disinfettanti umidi, un coltellino multiuso, garza sterile, cotone idrofilo, crema solare (nelle stagioni calde), creme e medicinali repellenti o calmanti contro i morsi di insetti, forbicine, pinzette, spille, laccio emostatico e qualche farmaco (antidolorifico, antipiretico, ecc.). Le dimensioni del kit varieranno anche qui in base alla lunghezza ed alla pericolosità attesa del trekking.

Psicologia e trekking

Camminare fe bene al corpo, ma anche alla mente! In un precedente articolo ci siamo chiesti perchè camminare faccia bene, esaminandone le motivazioni psicologiche ed i ritorni positivi sul benessere psicofisico.

Associazioni e gruppi per la pratica di trekking ed escursionismo

Chi non ha esperienza e decide di intraprendere un percorso escursionistico, può rivolgersi ad organizzazioni o gruppi che, per pochi euro, organizzano uscite settimanali in tutte le regioni d'italia.

Il CAI (Club Alpino Italiano) ha una lunghissima tradizione in tal senso, con escursioni adatte a neofiti e “vecchie glorie” della montagna. Più semplici, invece, le escursioni organizzate dal WWF, ideali per ragazzi, famiglie e per chi vuole avvicinarsi alla scoperta delle meraviglie naturali.

Per l'avvicinamento al trekking si consiglia anche la lettura di qualche buon libro, come “Trekking” di Michele Dalla Palma (Hoepli) o i manuali delle Edizioni Il Lupo.

 








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