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Lo yoga


Lo yoga Ŕ un'antica disciplina di origine indiana, che utilizza posture e tecniche respiratorie per un lavoro sinergico di corpo e mente. Praticato oggi in palestre e centri specializzati, lo yoga Ŕ molto pi¨ di una semplice attivitÓ sportiva: esso coniuga infatti benessere e spiritualitÓ, disciplina ed introspezione, lavorando sincronicamente su tutte le dimensioni dell'essere.

Storia dello Yoga

La storia dello yoga ha origini antiche e nebulose. Le prime rappresentazioni di figure in "posizione yoga" risalgono alle civiltÓ di Mohenjo Daro ed Harappa, le pi¨ antiche dell'India. E' solo con le Upanishad, per˛, che leggiamo di esercizi riservati al controllo del corpo e del respiro. SarÓ Patanjali il primo a sistematizzare le tecniche yoga e le loro modalitÓ di esecuzione, scrivendo i celebri yogasutra, 185 aforismi che descrivono le tappe per giungere all'illuminazione.

Molto complessa Ŕ l'etimologia del termine yoga. I pi¨ la fanno risalire al sanscrito yuj, che vuol dire unire, legare, aggiogare, da cui il significato di yoga come "unione", fusione tra corpo e mente ma anche ricongiungimento con la realtÓ spirituale, con l'esperienza della TotalitÓ.

Lo yoga Ŕ anche una delle darshana dell'induismo, ovvero i sistemi filosofici principali del pensiero indiano. Il sistema dello yoga insegna come lo spirito individuale umano pu˛ ritrovare l'unione con il Paramatma, o Spirito Universale Supremo, attraverso tecniche, precetti ed accorgimenti che permeino l'intera nostra vita. Lo stesso Patanjali descrive 8 stadi (o "membra") in cui si divide il percorso dello yogin, il praticante di yoga.

Essi sono:
  1. Yama, ovvero i precetti etici, che si riassumono in 5 astensioni (dalla violenza, dalla bugia, dall'aviditÓ, dalla bramosia di possedere e dal desiderio sessuale)
  2. Niyama, ovvero autopurificazione tramite la disciplina (pulizia, sapersi accontentare, ardore nel lavoro)
  3. Asana, ovvero un'ampia gamma di posture corporee
  4. Pranayama, il controllo ritmico del respiro, con riferimento al prana, l'energia universale che tutto pervade
  5. Prathyahara, il controllo della mente e la sua emancipazione dalla sfera dei sensi
  6. Dharana, la concentrazione
  7. Dhyana, la meditazione
  8. Samadhi, la coscienza superiore, ovvero l'unione con il Paramatma


Gli 8 stadi vanno intesi in senso cronologico ed ascendente, e hanno come scopo quello di condurre lo yogi a "vedere" la vera realtÓ sino a riconoscere la sua unione primigenia con il divino. Secondo gli induisti, infatti, l'uomo pu˛ liberarsi dalla sofferenza soltanto raggiungendo una coscienza stabile e ferma, e prendendo le distanze dalle proprie passioni.

Lo yoga e l'Occidente

Questo breve excursus ci ha mostrato come lo yoga sia un prodotto tipicamente orientale, legato a precisi connotati storico-sociali e ad un modus vivendi definito. Eppure il pensiero yogico ha conosciuto una rapida evoluzione, sviluppandosi in scuole ed indirizzi e diffondendosi anche in Occidente, spesso in forme e modi molto singolari.

Spesso i profani tendono ad avvicinare lo yoga con l'universo del buddhismo: nulla di pi¨ falso. Yoga e buddhismo, infatti, appartengono a due ambiti radicalmente diversi, essendo lo yoga un prodotto della religiositÓ induista.

Ma quando l'Occidente (categoria comunque opinabile) ha conosciuto lo yoga? Forse con le prime spedizioni Alessandro Magno, o con i contatti tra il mondo arabo e la spiritualitÓ indiana, pi¨ tardi.

L'attuale popolaritÓ dello yoga la dobbiamo per˛ ad alcuni pionieri, come Alexandra David Neel ed Helena Petrovna Blavatsky, che per primi hanno scritto a fondo di spiritualitÓ indiana ed orientale. ╚ il 900 il secolo del trionfo dello yoga in Occidente. Numerosi guru e yogin indiani, infatti, hanno attraversato l'oceano per diffondere la sapienza yogica e la metafisica induista, fino ad attirare nutrite schiere di seguaci.

Alcuni fenomeni di massa come il "risveglio" degli anni 60 ed il flower power hanno contribuito ulteriormente a diffondere la pratica dello yoga, depurata da alcuni aspetti e ridotta talvolta a mero esercizio ginnico. Cosý lo yoga che oggi incontriamo in Occidente Ŕ uno yoga multiforme e caleidoscopico: fuso e confuso con ginnastiche ed esercizi posturali, rivoluzionato in sempre nuove scuole di pensiero, rielaborato ad uso e consumo del mercato.

Quanti tipi di yoga?

Chi si avvicina allo yoga scopre, in primis, che esistono tanti yoga. La tipologia di yoga pi¨ diffusa in Occidente Ŕ lo hatha yoga, letteralmente lo yoga dell'unione (ha = sole, tha = luna), della riconcilazione degli opposti. Lo hatha yoga ha origini antiche ed Ŕ basato su diverse tecniche psicofisiche, cui scopo Ŕ governare e canalizzare le energie che percorrono il corpo umano.

Alla base di tutto lo yoga tradizionale c'Ŕ la complessa fisiologia induista, secondo cui il corpo sarebbe attraversato da 3 nadi, o canali, chiamati Ida, Sushuma e Pingala. Attraverso questi canali scorrebbe il prana, energia cosmica che Ŕ possibile canalizzare e spostare per liberarsi dai blocchi energetici, fino a "spiritualizzare" l'intero organismo. La fisiologia in questione si collega anche con la dottrina dei chakras, le ruote o centri energetici nei quali si accumula la forza pranica.

Lo hatha yoga che incontriamo nelle palestre Ŕ spesso laicizzato e depurato dagli aspetti pi¨ religiosi, fino a trasformarsi in una semplice ginnastica per il corpo. Le sue posizioni di base, o Ôsana, sono tuttavia un vero toccasana per diverse problematiche fisiche, mantenendo il corpo in attivitÓ e favorendo la circolazione sanguigna, l'elasticitÓ muscolare e la resistenza. Una declinazione dello hatha yoga molto diffusa in occidente Ŕ lo Iyengar Yoga, insegnato dal maestro B. K. S. Iyengar e che fa uso di sostegni, cinture e altri ausilii per la pratica degli asana. Se per l'apprendimento delle posizioni sono necessari alcuni mesi, la pratica pu˛ essere approfondita anche a casa con l'utilizzo di un tappetino per lo yoga e di un ambiente sufficientemente tranquillo.

Soprattutto in India sono diffusi lo Bhakti yoga, principalmente a carattere devozionale, e lo Jnana Yoga, uno yoga invece centrato sugli aspetti conoscitivi e psichici. Meno focalizzati sulle asanas sono invece il Kundalini yoga, che fa ampio uso di meditazioni e visualizzazioni, ed il Kriya Yoga, legato alle esperienze di Paramahansa Yoganananda.

Oltre agli yoga pi¨ o meno tradizionali Ŕ possibile incontrare ibridi e varianti di diverso tipo, dallo yoga sciamanico al power yoga sino a discipline "fusion" al confine con il pilates, il fitness o le arti marziali.

Gli Ôsana, le posizioni dello yoga

Nucleo della pratica yogica sono gli Ôsana, o posture fisiche. Ogni Ôsana ha un nome tradizionale in sanscrito ed una precisa funzione, e pu˛ essere inserito all'interno di un ciclo di posizioni. Lo yoga originario, come abbiamo visto, non si limita agli Ôsana; sarebbe per˛ improbabile, per un cittadino del XXI secolo, seguire il regime di un asceta o di un praticante solitario. Per questa e per altre ragioni lo yoga "da palestra" Ŕ vissuto quasi esclusivamente come esercizio psicofisico, perdendo in parte i suoi connotati spirituali.

Gli Ôsana, tuttavia, mantengono il loro legame con la tradizione: molti di essi sono infatti antichissimi ed utilizzati da secoli per la pratica dello yoga. Ogni scuola o indirizzo di yoga ha i propri Ôsana, che richiedono uno sforzo fisico di diversa difficoltÓ a seconda del tipo di movimento da eseguire. Libri e manuali sullo yoga descrivono attentamente l'esecuzione degli Ôsana, il cui apprendimento Ŕ per˛ da effettuare soltanto assistiti da un'insegnante.

Lo hatha yoga parte da posizioni apparentemente semplici come Tadasana, la posizione della montagna, nella quale il corpo si radica stabilmente al terreno in postura eretta. Un classico dello yoga Ŕ anche Vrikshasana, la posizione dell'albero, durante la quale si resta in equilibrio su una sola gamba piegando l'altra verso l'interno coscia. L'esecuzione degli Ôsana prevede movimenti lenti e cadenzati, fino alla posizione definitiva da mantenere per qualche secondo o anche minuto. L'aspetto competitivo Ŕ totalmente assente nello yoga, dove si persegue non la perfezione fine a se stessa ma l'equilibrio interiore, la concentrazione ed un'attenzione sempre vigile alla propria interioritÓ.

Altre posizioni tradizionali dello hatha yoga includono HalÔsana (l'aratro), SarvÔngÔsana (la candela), BhujangÔsana (il cobra) e PadmÔsana, ovvero la posizione del loto utilizzata anche per la meditazione.

I Benefici dello Yoga

I benefici dello yoga sono innumerevoli, sia per il corpo che per la mente. L'azione degli Ôsana, combinata con l'utilizzo del pranayama, si applica infatti sia a livello muscolare che sulla circolazione sanguigna con risultati davvero sorprendenti specie sul lungo termine. La pratica degli Ôsana Ŕ di solito riservata alla sera o alla mattina, a digiuno e con un abbigliamento comodo ed adeguato. Tenere le posizioni in modo corretto aiuta gradualmente a raggiungere stati di rilassamento e benessere, sciogliendo le tensioni di corpo e mente.

Il lavoro sulle articolazioni rende inoltre pi¨ elastici e tonici, con un'azione fortemente energizzante su tutto il corpo. Trae beneficio dagli Ôsana anche la circolazione sanguigna, che viene riattivata e purificata con un'ampia gamma di posture, anche a testa in gi¨. Sono evidenti anche le correlazioni tra la pratica dello yoga ed il miglioramento di concentrazione e capacitÓ polmonare, specie dopo la pratica corretta del pranayama. Altrettanto misurabili sono i benefici sul sistema immunitario, che trae grande giovamento dalla varietÓ degli Ôsana.

Nello hatha yoga, poi, esiste un'ampia gamma di posizioni consigliate per il trattamento di specifiche patologie, e la cui pratica costante porta evidenti benefici.

Infine, lo yoga Ŕ considerato un potentissimo antiage: mantiene il corpo tonico ed elastico, ben ossigenato e sciolto, anche con l'avanzare del tempo.

 








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